Valutazione iniziale, prove d’ingresso e progettazione curriculare. Oltre statiche osservazioni, verso un apprendimento per lo sviluppo

di Feldia Loperfido e Giuseppe Ritella

Anno nuovo, scuola nuova? Per certi aspetti, verrebbe proprio di augurare un anno scolastico all’insegna di tante novità che garantiscano a tutti gli attori del mondo dell’istruzione quella serenità adeguata per poter lavorare efficacemente con gli studenti. Poi incontri gli insegnanti, ascolti i genitori, rubi spunti agli alunni e ti rendi conto che il mondo reale è diverso, perché catapulta tutti tra i banchi con la nostalgia di un’estate troppo rapida e l’entusiasmo per nuove avventure. Così, le pratiche quotidiane riprendono tra consigli, dipartimenti, programmazioni, assegnazioni, classi, compiti, lezioni. E torna lei: inesorabile e spietata, rifà capolino la valutazione.

Inesorabile e spietata? Forse. O, forse, anche possibile mezzo di crescita e stimolo. Quali sono, dunque, gli elementi che possono porre tale strumento tra quelli utili o, al contrario, pericolosi per la crescita degli studenti? Riteniamo che, per rispondere a tale quesito, sia utile recuperare il senso della valutazione stessa, che non rappresenta soltanto un modo per rilevare in un dato momento quali siano le conoscenze che lo studente ha acquisito o le competenze che ha maturato. Essa, infatti, è un processo più profondo che entra a pieno titolo nell’esperienza di apprendimento e che interviene anche nella delicata dinamica di costruzione del senso che lo studente ha di se stesso. In altre parole, nel momento in cui assegniamo un voto ad uno studente o certifichiamo le sue competenze, nella modalità in cui poniamo le prove e comunichiamo con l’allievo, è molto probabile che impattiamo sulla sua modalità di percepirsi. Infatti, solitamente, un conto è ricevere un voto alto e un conto è riceverne uno basso, un conto è cogliere la possibilità che la valutazione può cambiare e un conto è considerarla come stabile per sempre, un conto è ricevere considerazioni sulla propria performance ed un conto è riceverne sulla propria persona.

 

   Leggi nella rivista n° 2 2018/2019 pag 20 ...    

Marzo 2019

Marzo 2019

Editoriale

Dall’insegnamento agli apprendimenti: le tecnologie al servizio della didattica

di Ivana Summa

 

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: approfondimenti

Smartphone, tablet, dispositivi elettronici vari: benvenuti a scuola o da espellere?

di Luciano Lelli

 

Le Tecnologie per l’Informazione e la Comunicazione a supporto della didattica

di Feldia Loperfido e Giuseppe Ritella

E-Learning nella formazione dei docenti

di Carmelina Maurizio

 

Piani di lavoro, progettazione educativo-didattica e curricolo. Linee di sviluppo

di Nicola Serio

 

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: attualità

Fare l’insegnante in carcere

di Lia Pensabene

Istruzione e formazione professionale: un’occasione mancata?

di Gian Carlo Sacchi

 

La creatività digitale… leva strategica per il miglioramento del successo formativo

di Caterina Bagnardi

 

SCUOLA DELL’INFANZIA

Parliamo di noi: femmine e maschi

di Nicoletta Calzolari

 

SCUOLA PRIMARIA

Insegnare a Sognare

di Rita Quinzio

 

Leggere e scrivere al tempo del web

di Gheti Valente

 

Tecnologie interattive e soluzione di problemi: la didattica del fare

di Emanuela Cren

 

SCUOLA SECONDARIA I GRADO

Placetelling e Storytelling

di Vincenzo Palermo

 

SCUOLA SECONDARIA II GRADO

Il digitale a scuola, facciamo il punto. L’Europa ci guarda

di Anna Alemanno

 

L’e-learning per un apprendimento significativo

di Loredana De Simone

 

ISTRUZIONE DEGLI ADULTI

Migranti: apprendimento della lingua e cultura italiana e integrazione

di Lorella Tomirotti

 

Rubriche

Maestri del passato che parlano al presente

La lezione di Sant’Agostino

di Loredana De Simone

 

Le parole della scuola

Competenze

di Ivana Summa

 

Scuole che innovano

Un’innovazione didattica nel nuovo ordinamento “Web Community” di un Istituto di Istruzione Superiore

di Serena Selvaggia Pezone e Domenico Consoli

 

Legislazione e normativa scolastica

Il valore delle norme interne all’istituzione scolastica

di Anna Armone

 

Un libro al mese

Da Le linee rosse e Quando inizia la nostra storia: quali stimoli per l’insegnamento/apprendimento?

di Flavia Marostica

 

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