Per una gestione efficace della classe

di Monica Piolante

L'argomento enunciato  nel titolo impone un chiarimento perché il termine “gestione” è tipico  di un modello  scolastico  che la pedagogia  da tempo ritiene  superato, ma la prassi  scolastica  è ben lontana dall'essere in linea  con esso. La “gestione” di un problema non dovrebbe  essere  equivalente  ad una imposizione dall'alto, soprattutto  quando  il problema  stesso è tutt'uno con la persona  che il modello  di scuola  inclusivo sotteso  a tutta la nostra legislazione scolastica ha messo al primo posto dell'attenzione pedagogica.

L'espressione “gestione della classe”, secondo la vigente normativa, è a mio giudizio  impropria, perché presuppone  l'uguaglianza dei membri che la compongono. Se partiamo dal presupposto  che una classe  non è una realtà  omogenea (i soldatini a cui fa  riferimento Pennac diventano  un esempio  ormai desueto  per esprimere l'identità di una classe),  ma una realtà eterogenea, costituita per  natura da un insieme di persone tra loro diverse e portatrici di bisogni differenziati e strettamente  “unici”, allora possiamo comprendere che, a monte del problema della gestione  di quell'insieme eterogeneo  che è la classe, c'é sostanzialmente  un atto  “rivoluzionario”, che in molti casi è difficile da accettare, ma  che è un dato di fatto.

 

   Leggi nella rivista n° 2 2018/2019 pag 32 ...    

Febbraio 2019

Febbraio 2019

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SCUOLA PRIMARIA

Formare per “ben stare”

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Un esempio di intervento migliorativo in una organizzazione complessa e mutevole: la scuola

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ISTRUZIONE DEGLI ADULTI

La donna è come l’acqua: un’esperienza di didattica attiva nel CPIA

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Rubriche

Lettera al Direttore

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Tolstoj: l’utopia di Jasnai Poliana

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Laboratorio e oltre: progetto “Bio Orientiamoci”

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Arte Musica e Spettacolo

“Scappa - Get Out” e l’arte (violenta) della critica sociale

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Legislazione e normativa scolastica

L’attività deliberativa del collegio dei docenti. La procedura

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Un LIBRO al mese

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