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Il desiderio di insegnare, il desiderio di apprendere

FARE L'insegnante n.1/2021 - 2022

Rivista bimestrale di Formazione e Aggiornamento professionale destinata a dirigenti e docenti delle scuole di ogni ordine e grado impegnati nel miglioramento dell'offerta formativa

EDITORIALEIvana Summa

Il desiderio di insegnare, il desiderio di apprendere

Dal dibattito sulla scuola è scomparso il discorso su che cosa sia davvero un insegnante, che cosa debba saper fare e che cosa debba essere. Ovviamente, questo fenomeno non è casuale e le motivazioni sono molteplici e di diversa natura. Fra tutte una che, da sempre, occupa e preoccupa i ministri che, con una certa frequenza, si sono succeduti: il numero sempre insufficiente degli insegnanti e la presenza di una percentuale molto alta di docenti precari e afferenti a numerose graduatorie, spesso in concorrenza tra di loro. Molta enfasi viene posta anche alla questione della selezione degli insegnanti che, quando c’è, non è in grado comunque di scegliere gli insegnanti migliori ma soltanto coloro che “meglio hanno saputo superare le prove d’esame”. Queste ultime, peraltro, riguardano soltanto la conoscenza della disciplina e, in questi ultimi anni, la simulazione (sic!) di una generica “lezione”. Non vengono fatte oggetto di valutazione le conoscenze epistemiche, rilevanti ed irrinunciabili perché basilari per lo sviluppo personale e in grado di intraprendere la direzione di una personale acquisizione di solide competenze professionali. E ciò è possibile soltanto quando si opera concretamente in una scuola e con alunni in carne ed ossa.

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Insieme, di anno in anno, per diventare squadra

FARE L'insegnante n.6/2020 - 2021

Rivista bimestrale di Formazione e Aggiornamento professionale destinata a dirigenti e docenti delle scuole di ogni ordine e grado impegnati nel miglioramento dell'offerta formativa

Editoriale di Ivana Summa

Insieme, di anno in anno, per diventare squadra

Di recente sul “Corriere della sera” è intervenuto il prof. Sabino Cassese affermando, tra l’altro, quanto segue: <<Si apre una nuova stagione per lo Stato. Il governo Draghi, anche senza suonare la grancassa, ha annunciato molte nuove assunzioni, fatte con metodo diverso. Da queste dipenderà lo stato di salute del nostro settore pubblico. Se non si faranno con giudizio, ne pagheremo il prezzo. È il momento, quindi, di chiedersi che Stato vogliamo, dove deve crescere, dove dimagrire. Seimila posti nella scuola serviranno a dotarla di insegnanti nelle materie scientifiche; 46 mila posti sono destinati a coprire i vuoti sempre nella scuola, dove si prevedono assunzioni fino a 120 mila insegnanti. Quasi 17 mila posti saranno destinati a rendere celeri i processi. Diverse centinaia di posti sono previsti per la realizzazione del Piano di ripresa e la transizione ecologica. Le cifre non sono state tutte precisate (gli insegnanti precari che si vorrebbe stabilizzare sono secondo alcuni 200 mila, secondo altri 300 mila), e neppure i tempi determinati>>.

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FARE L'insegnante n.4/2020 - 2021

FARE L'insegnante n.4/2020 - 2021

Rivista bimestrale di Formazione e Aggiornamento professionale destinata a dirigenti e docenti delle scuole di ogni ordine e grado impegnati nel miglioramento dell'offerta formativa

 

Quadrare il cerchio

Editoriale di Ivana Summa

 

Il titolo di questo editoriale non è casuale, anzi è stato preso da una pubblicazione del 1995 di Laterza, un libricino di pochissime pagine riportanti un discorso che il sociologo tedesco Ralf Dahrendorf fece durante una conferenza a Copenaghen. Il sottotitolo svela il mistero di quale sia il cerchio da quadrare: benessere economico, coesione sociale e libertà politica.Con molta lucidità, egli afferma, argomentando, che la disuguaglianza sociale è incompatibile con i diritti civili e che per combatterla è necessario un equilibrato sviluppo economico che, tuttavia, se non accompagnato in modo sistematico, diventa precario e troppo lungo, tanto che l’umanità rischia di affrontare “il periodo più denso di minacce della sua storia”che assumeranno le forme dei processi migratori di massa, dell’integralismo religioso, delle tentazioni autoritarie, della globalizzazione. Questa si manifesta con il fatto che“tutte le economie del mondo sono intrecciate tra loro in un unico mercato competitivo... e gli effetti della globalizzazione si fanno sentire in tutti i campi della vita sociale”.Ma la globalizzazione, prevede Dahrendorf, non crea un “appiattimento unificante”, bensì una “sperequazione”, una disuguaglianza nuova che mette in crisi la coesione sociale.

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La valutazione: la scuola si rifà il lifting

FARE L'insegnante n.3/2020 - 2021

Rivista bimestrale di Formazione e Aggiornamento professionale destinata a dirigenti e docenti delle scuole di ogni ordine e grado impegnati nel miglioramento dell'offerta formativa

Editoriale di Ivana Summa -  La valutazione: la scuola si rifà il lifting

La fase che stiamo vivendo è cronaca che è già passata alla storia. Al di là di valutazioni e giudizi sulla crisi che stiamo vivendo da affidare alle sentenze della storia futura, resta il fatto che il ciclone Covid 19 ha fatto emergere problemi finora trascurati, se non addirittura ignorati. Sono problemi di ordine sociale, culturale, economico e psicologico che attraversano le persone e le istituzioni e, tra queste, l’istituzione scuola che non può essere neppure minimamente disarticolata dal dibattito generale, perché sono in gioco principi e strumenti fondamentali per la sua stessa funzione. Uno di questi strumenti, che è lo strumento per eccellenza perché fa parte integrante della didattica e dell’ambiente di apprendimento nel quale viene praticata, è proprio la valutazione degli alunni. E ciò è tanto vero che diventa oggetto di “scambio” tra insegnanti e studenti, scuola e famiglie. Si pensi al fatto che quasi tutta la comunicazione tra la scuola e la famiglia è focalizzata sulla valutazione, sia essa rappresentata con cifre, livelli e/o giudizi. Ma la valutazione scolastica ha un impatto rilevante anche sulla formazione della persona. Le esperienze scolastiche, in particolare quelle legate al rendimento e al profitto, incidono in modo significativo sulla personalità degli allievi e sulla loro riuscita nella vita adulta.

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LA PRIVACY IN AMBITO SCOLASTICO

La privacy in ambito scolastico

a cura di Anna Armone e Stefano Callà

Una Guida completa operativa  per i dirigenti e per quanti operano nelle istituzioni scolastiche, annotata con la giurisprudenza e lo studio di casi pratici

Il testo è aggiornato  al nuovo codice della privacy di cui al  decreto legislativo 30 giugno 2003, n.196, come modificato dal  Decreto Legislativo 10 agosto 2018, n. 101

In appendice la normativa e la modulistica sugli adempimenti della privacy

Il testo formato da 330 pagine che costa solo € 28,00, a cui bisogna aggiungere 4,00 euro per spese di spedizione con corriere SDA.

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La nostra scuola non riesce a guarire dal virus dell’iniquità sociale

FARE L'INSEGNANTE N.2/2020-2021

La nostra scuola non riesce a guarire dal virus dell’iniquità sociale

Editoriale di Ivana summa

Chiedo immediatamente scusa per il titolo di questo editoriale, ma ho le mie buone ragioni. Una prima motivazione ha le sue fondamenta nella rapida lettura dell’ultimo libro del Prof. Patrizio Bianchi «Nello specchio della scuola», il Mulino, in libreria dal 22 ottobre. Patrizio Bianchi, economista e professore universitario, ha presieduto la commissione istituita, la scorsa primavera, dal ministero dell’Istruzione per la riapertura delle scuole. Lo conosco personalmente ed è un vero esperto, come ha dimostrato, peraltro, quando ha fatto l’assessore alla scuola e al lavoro nella regione Emilia-Romagna. In particolare, ho tratto ispirazione dalle sue seguenti considerazioni: <<Oggi tutte le statistiche dicono che la nostra dotazione di risorse umane non è adeguata alla globalizzazione e alla digitalizzazione che si sono imposte dall’inizio del nuovo secolo. Il tasso attuale di dispersione scolastica, sia esplicita (coloro che abbandonano in via definitiva la scuola senza raggiungere un titolo di studio) sia implicita (coloro che pur concludendo il ciclo di studi non dispongono delle competenze minime richieste), insieme al numero di quanti non studiano e non lavorano e di quanti se ne vanno altrove per trovare uno sbocco soddisfacente al loro percorso di studi, sono oggi un limite alla crescita economica e minano anche le fondamenta della nostra democrazia, introducendo nel paese il virus dell’iniquità sociale (…)... al centro del rilancio del paese devono stare le persone, e innanzitutto i nostri ragazzi, tenendo conto che la scuola è l’unica istituzione che vede progressivamente trasformarsi i suoi utenti, anzi è l’istituzione che deve garantire a ognuno il diritto a un cambiamento tale da consolidare la propria persona, e così facendo la propria capacità di partecipazione attiva alla vita e allo sviluppo della comunità. Per garantire questo impegno, che la Costituzione fissa tra i fondamenti della Repubblica, è necessario offrire ai ragazzi percorsi adeguati al tempo in cui vivono e in cui dovranno a loro volta assumersi responsabilità; e allora la ridefinizione dei curricula, della durata degli studi, delle attività da condividere con il territorio diviene essenziale per garantire a tutti il raggiungimento degli obiettivi condivisi>>.Desidero sottolineare questi ultimi punti: ridefinire i curriculi, la durata degli studi e il connesso obbligo scolastico, le attività da condividere con il territorio. Il prof. Bianchi ci sta dicendo che è giunto il momento di un forte ripensamento del sistema scolastico perché la nostra scuola, già prima dell’irrompere furioso e prepotente della pandemia, non era in grado di garantire il raggiungimento proprio di quegli obiettivi istituzionali assegnati dall’art. 3 della costituzione, perché - comunque - è da qualche decennio che non riesce a fare più né inclusione né valorizzazione dei talenti.

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La scuola della cittadinanza

FARE L'INSEGNANTE N.1/2020-2021

Editoriale di Ivana Summa - La scuola della cittadinanza

Stiamo scrivendo questo editoriale alla vigilia dell’apertura delle scuole dopo la pausa estiva e, soprattutto, dopo l’improvvisa chiusura del marzo scorso. Abbiamo scritto tanto su queste pagine e tantissimo è stato scritto da tanti e dappertutto. Mai come in questo periodo si è tanto parlato di scuola in tutti i media, con un proliferare di servizi televisivi - spesso urlati - che hanno avuto il solo effetto di creare allarme perché basati su opinioni spacciate come informazioni confuse, contraddittorie, tutte centrate su posizioni politiche e sindacali. Potremmo aggiungere altri dettagli, ma preferiamo fermarci su una questione: la scomparsa, dal discorso pubblico, della funzione istituzionale della scuola e delle sue finalità, a tutto vantaggio di un dibattito centrato sulle risorse, sia di personale (occorrono più insegnanti!), che di risorse finanziarie, di edilizia, di materiali ed arredi. E tutto ciò è stato accompagnato da considerazioni e riflessioni - limitandoci a quelle espresse da persone di scuola o da studiosi “informati dei fatti” della scuola ed emarginando di proposito opinionisti improvvisati e liberi pensatori - aventi per oggetto presunti benefici e malefici della didattica a distanza.

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Novembre 2021

Novembre 2021

EDITORIALE

Scuola addormentata e scuola indisciplinata

Ivana Summa

 

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: l’attualità

La comunicazione scuola-famiglia: la porta stretta e la necessità di restaurazione di un rapporto sapiente

Paola Albertazzi

 

L’Italia riparte dall’istruzione? Il PNRR per la scuola

Gian Carlo Sacchi

Il pensiero scientifico in medicina oggi

Pirkia Schilkraut

 

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: riflessioni

Che cos’è la Pedagogia sociale?

Andrea Porcarelli

 

La scuola “media”: la ricostruzione

Daniele Barca

 

LE COMPETENZE: progettazione, didattica, valutazione

Il curricolo come concetto attrattore per far acquisire competenze disciplinari

Ivana Summa

 

Il curricolo per competenze nella scuola dell’infanzia e del 1° ciclo

Ascoltare narrare scrivere ... per una pedagogia dello storytelling

Mariacristina Gubellini

 

La sezione teatrale. Il teatro, cuore dell’esperienza  didattica nella scuola secondaria di primo grado

Daria Pasinetti - Sara Urban

 

Il curricolo per competenze nella scuola del 2° ciclo

Dagli spazi agli ambienti di apprendimento

Fiorenzo Ferrari

 

Il curricolo per competenze nell’istruzione per gli ADULTI

Pillole contro il Covid

Nicoletta Morbioli

 

Rubriche

Esperienze DIGITALI

Competenze digitali

Nicoletta Tomba

 

Il CURRICOLO della CREATIVITà

Da “animale sociale” ad “animale teatrale”

Alessia De Pasquale

 

Il DIRIGENTE e il suo STAFF

La copertura assicurativa della responsabilità dei docenti per omessa vigilanza 

Anna Armone

 

LIBRI di SCUOLA LIBRI per la SCUOLA

Meglio una testa ben fatta che una testa ben piena

Flavia Marostica

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