Dal piano di lavoro alla programmazione al curricolo per competenze

FARE L’INSEGNANTE N. 1/2017

Editoriale di Luciano Lelli  e  Ivana Summa

Dal piano di lavoro alla programmazione al curricolo per competenze

la scuola funziona con andamento nel contempo sequenziale, ricorsivo, ciclico. Entro ogni ciclo di svolgimento annuale una particolare rilevanza viene costantemente riconosciuta alla fase iniziale, sempre più farcita di adempimenti. Tra di essi in primo piano si impone la prefigurazione dell’intero percorso formativo annuale, da identificare in rapporto alle classi, alle discipline, agli specifici allievi portatori di peculiari necessità di evoluzione personale sempre «speciali».

Questo numero di Fare l’insegnante accentra con particolare attenzione il suo orientamento riflessivo sull’impostazione appunto annuale del lavoro scolastico da predisporre all’esordio ciclico di ogni percorso annuale, soffermandosi su una prospettiva di realizzazione di stringente attualità nel campo della ricerca metodologico-didattica, quella della «progettazione a ritroso» di curricoli per competenze.

Quale premessa della prospettiva prioritaria sopra esplicitata, rileviamo qui che la costanza dell’impegno (della necessità funzionale) di preparare con cura l’itinerario di lavoro annuale si è concretizzata nel corso dei decenni secondo una variabilità evolutiva delle soluzioni tecnologiche in certe stagioni senz’altro frenetica. Con l’intento di supportare con una rilevazione diacronica la pertinenza delle scelte operative attualmente privilegiate nelle pratiche dei docenti, diamo corso a un breve excursus finalizzato appunto al consolidamento fattuale delle consapevolezze irrinunciabili nella messa a punto di una efficiente ed efficace progettazione.

L’evidenziazione è adeguato che cominci con la notazione della protratta fase del piano di lavoro, caratteristiche costitutive del quale erano la libera composizione in scrittura delle previsioni, un ampio margine di intervento concesso all’improvvisazione, una spiccata inclinazione per lo spontaneismo e l’occasionalità delle soluzioni, fuori di inquadramento in schemi, procedure sequenziali, regole fisse. Nella vigente contemporaneità le convinzioni fondanti le pratiche sono di natura presso che antitetica: ma non si tratta, nella collocazione cronologica … d’antan, di connotati senz’altro e del tutto negativi.

In concomitanza con l’accentuazione della dimensione collegiale dell’attività formativa sancita dal D.P.R. 416/1974, è entrata in scena la «programmazione», di derivazione in prevalenza statunitense. Essa si fondava sulla centralità degli obiettivi, sulla ricollocazione dei contenuti, non più fini esclusivi ma veicoli per il conseguimento degli obiettivi, sul recupero e sulla risignificazione semantica di un termine di persistente presenza nelle consuetudini operative, il curricolo.

A proposito dello stesso vanno riscontrate notevoli oscillazioni, anche recenti, nell’assunzione critica entro le procedure progettuali: attualmente esso, fondativo delle Indicazioni Nazionali, è particolarmente in auge (evidenziano ciò con icasticità argomentativa gli articoli qui proposti di Summa e De Simone).

Soprattutto nel 1979 per la scuola media e nel 1985 per quella primaria si è dato corso, nei testi ministeriali orientativi (programmi), a una esplicita connessione funzionale tra i programmi stessi e la programmazione, con dichiarata intenzione di coniugare la logica delle discipline con le caratteristiche nell’apprendimento degli allievi più condivise dalla ricerca. L’assunzione «istituzionale» della programmazione ne ha sancito il trionfo formale; ma pure ne ha innescato il rapido inesorabile declino. Per un sempre più diffuso meccanicismo nell’impostazione dei percorsi, per scadimento nel ritualismo delle previsioni messe in scrittura, per una evidente non funzionalità operativa di quanto in modalità di sostanziale routine ci si ostinava a confezionare.

La programmazione, pertanto, è man mano rientrata dietro le quinte, per lasciare campo libero alla progettazione. Almeno nelle soluzioni con buona razionalità impostate, non s’è trattato di una mera alternativa terminologica: l’autentica progettazione è previsione dell’attività formativa a maglie larghe, in ottica di duttilità e costante flessibilità, con attenzione massima alle ragioni dell’apprendimento e all’incidenza che assumono nell’evoluzione e nel consolidamento dello stesso le componenti non cognitive, emotive e relazionali.

Con la tipologia di progettazione qui condivisa, s’accampa in primo piano, oltre all’impostazione curricolare sopra menzionata, il perseguimento fortemente intenzionale di competenze, disciplinari, multidisciplinari, interdisciplinari, metadisciplinari (vale a dire atte a interpretare la realtà nella pluralità occorrente e complessa di prospettive d’intendimento). La progettazione curricolare per competenze comporta quale sua valenza complementare la dinamizzazione della valutazione nella prospettiva della certificazione, oggetto di intensa attenzione anche a livello europeo, forse ancora lontana, nella ricerca e nelle sperimentazioni, da esiti consolidati e da generalizzata condivisione.

È noto che, anche per una fluida confluenza in esso dei curricoli per competenze, le innovazioni normative recenti (legge 107/2015) hanno ristrutturato il Piano dell’offerta formativa, dimensionandolo in un arco di impostazione e gestione triennale (PTOF).

In questo numero, contestuale all’avvio dell’anno scolastico, di Fare l’insegnante il settore «Temi di scuola» si apre con l’intervista rilasciata al direttore responsabile Summa da Luigi Berlinguer, già ministro dell’istruzione che, dopo il suo intenso periodo di gestione dell’istruzione italiana, ha continuato ad occuparsi delle problematiche educative, come bene testimoniano le sue considerazioni qui riportate, in particolare dedicandosi alla formazione musicale ed artistica e alla rilevanza educativa della coltivazione della bellezza. A seguire Ivana Summaargomenta, come sopra preavvisato, sulla progettazione curricolare per competenze e Giacomo Mondelli delinea, con taglio prevalentemente sociologico, le peculiarità della funzione docente nella società contemporanea.

Il settore«Problemi di scuola» propone, in sequenza, il contributo di Grazia Mazzoni sull’accoglienza degli insegnanti nell’ambito di un nuovo (per loro) istituto scolastico; la riflessione di Michela Lalla sul significato dell’essere docenti oggi (l’intervento integra e completa la proposta contenuta nell’articolo di Giacomo Mondelli); Gabriele Ventura analizza il decreto legislativo attuativo ex legge 107 concernente il percorso formativo 0-6.

Con riferimento alla «Scuola dell’infanzia», Laura Rossievidenzia l’importanza della manualità nello sviluppo delle funzioni intellettuali. Per quanto riguarda la «Scuola primaria» Emilia Ciampanellaillustra una strategia per la progettazione di «Cittadinanza e Costituzione» in classi quarte;Paola Limonepropone un percorso di insegnamento della geografia contrassegnato da ricorso sinergico all’operatività manuale e alle risorse delle tecnologie informatiche e telematiche; Rodolfo Galatiintroduce alla pratica del coding, impegno istituzionale di consistente rilevanza nella didattica della scuola primaria. Per la «Scuola secondaria di I grado», Elisa Montuschiesplicita come sia pertinente e motivante per lo sviluppo delle competenze linguistiche l’esplorazione dei testi delle canzoni; Gabriele Benassi dimostra come, ricorrendo alle potenzialità delle tecnologie, si possa affrontare in termini connotati da creatività la formazione linguistica. Con attinenza alla «Scuola secondaria di II grado»,Loredana De Simonepresenta come funziona la progettazione a ritroso di un curricolo per competenze; Alvaro Fukdiscetta su nuove prospettive d’impostazione dell’orientamento, più efficaci di quelle non particolarmente produttive finora praticate. Trattando «dell’Istruzione degli adulti», Maria Grazia Accorsipone in evidenza come si possano e debbano valorizzare e valutare, nei percorsi di insegnamento, le competenze dagli stessi già acquisite.

Completa il numero la sequenza delle rubriche: Gianni Balduzzici intrattiene sull’incontro con il “vecchio” amico Célestin Freinet; Rosanna Rinaldi sottolinea l’importanza della pratica teatrale a scuola come veicolo di implementazione della maturazione culturale e umana di ogni allievo; Anna Armone considera la presenza e l’uso di smartphone e tablet a scuola con esplicitazione delle facoltà e dei limiti giuridicamente normati; Maria Rosaria Tosiani considera l’assistenza agli alunni disabili nell’ottica della cooperazione formativa del collaboratore scolastico;Luciano Lelli, infine, segnala due corposi tomi della collana i Meridiani di Mondadori contenenti Tutte le Opere di Don Milani, occasione particolarmente significativa di riconsiderare il pensiero del sacerdote-educatore nell’anno in cui ricorre il cinquantenario della sua morte. X

Marzo 2018

Sommario

Editoriale

La scuola ai tempi del web

di Ivana Summa e Luciano Lelli

 

TEMI DI SCUOLA

Da Multilabal PNSD: l’impegno del MIUR per coniugare didattica e tecnologie dell’informazione e della comunicazione

di Luciano Lelli

 

La bocciatura: diritto o punizione?

di Filippo Cancellieri

 

PROBLEMI DI SCUOLA

I linguaggi della scuola… anche quello ‘social’

di Giacomo Cioni

 

Uso del cellulare in classe

di Antonella Presti

 

Gli ambienti digitali a scuola: tra tecnologie mature e nuove frontiere

di Feldia Loperfido, Giuseppe Ritella

 

 

SCUOLA DELL’INFANZIA

Le tecnologie digitali e la scuola dell'infanzia

di Nicoletta Calzolari

 

Noi robot? tra coding e logica

di Tìndara Rasi

 

SCUOLA PRIMARIA

Il pomo della concordia: passato e futuro uniti dalla terra

di Cristina Venturi

 

La scuola in ospedale

di Daniela Loreti

 

 

SCUOLA SECONDARIA I GRADO

Il Piano delle arti in un Istituto comprensivo: tra progettazione e realizzazione

di Giovanna Facilla

 

Quando i software possono supportare la comprensione delle teoria scientifiche: terremoti, vulcani e teoria della tettonica delle placche

di Marco Bardelli

 

 

SCUOLA SECONDARIA II GRADO

Per una didattica iconologica dell’immagine

di Roberto Scagliola

 

Classi virtuali, ecco le più note. Ampia l’offerta, ma quale scegliere?

di Anna Alemanno

 

Una didattica tecnologicamente saggia

di Loredana De Simone

 

 

ISTRUZIONE DEGLI ADULTI

Porre in continuità i curricoli dell’istruzione degli adulti fino al diploma

di Maria Grazia Accorsi

 

 

RUBRICHE

 

Maestri del passato che parlano al presente

Vent’anni dopo: ricordando Alberto Manzi

di Gianni Balduzzi

 

 

Legislazione e normativa scolastica

Dal Government alla Governance del sistema scolastico

di Anna Armone

 

 

Dall’ufficio di segreteria

La nuova gestione delle visite fiscali

di Gianna Magnoni

 

Un libro al mese

Tecnologie per la didattica

di Luciano Lelli

 

 

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