Smartpfone in classe: si accende il dibattito

La Ministra ha espresso il proprio favore, perché – ha dichiarato in una intervista a “La Repubblica” – “è uno strumento che facilita l’apprendimento, una straordinaria opportunità che deve essere governata. Se lasci un ragazzo solo con un tablet in mano è probabile che non impari nulla, che s’imbatta in fake news e scopra il cyberbullismo. Questo vale anche a casa. Se guidato da un insegnante preparato, e da genitori consapevoli, quel ragazzo può imparare cose importanti attraverso un media che gli è familiare: internet. Quello che autorizzeremo non sarà un telefono con cui gli studenti si faranno i fatti loro, sarà un nuovo strumento didattico".

Il dibattito intorno alla questione si è acceso e a, parte qualche voce in favore dell’allineamento della scuola al mondo tecnologico preferito dai ragazzi, assumono particolare rilievo le critiche di quanti vedono nella “licenza allo smartphone un ulteriore decadimento della qualità dell’istruzione.

Su MicroMega, al riguardo, è stimolante il pensiero di Angelo Cannatà: “Cara ministra Fedeli, proprio perché smartphone telefonini eccetera sono la quotidianità dei ragazzi, la scuola deve offrire altro: strumenti critici, motivazione, passione per i libri, veicolati dalla parola dell’insegnante, da quella corrente emotiva che Gentile riteneva essenziale nel rapporto docente-discente. La scuola gentiliana è criticabile, certo, per il carattere elitario; ma il filosofo coglie il punto quando osserva che il docente “rivive e trasfigura nel vivo fuoco dell’atto di insegnare i contenuti delle discipline” (altro che smartphone!).

Ci pensi, ministra, prima d’introdurre una novità che cambia il senso della lectio in classe. Non ho nulla contro la tecnologia. Oggi, però, si tratta di capire se la scuola debba educare alla riflessione, alla profondità, o veicolare l’accettazione superficiale e supina dell’esistente abbellita dalle immagini a colori di uno smartphone”.

 

Novembre 2018

Novembre 2018

Editoriale

Il team teaching: dimensione razionale e dimensione emozionale

di Ivana Summa

 

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: approfondimenti

Il Team modulare della primaria: possibile paradigma dell’insegnamento cooperativo

di Filippo Cancellieri

 

Il team-teaching

di Feldia Loperfido e Giuseppe Ritella

 

L’insegnante responsabile di efficienza e di efficacia

di Umberto Savini

 

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: attualità

Come sta la Buona Scuola? Analisi disincantata e modeste proposte

di Luciano Lelli

 

Radiografie al sistema scolastico e formativo

di Gian Carlo Sacchi

 

La co-progettazione tra team teaching, multi e interdisciplinarità

di Loredana De Simone

 

SCUOLA DELL’INFANZIA

Lo sfondo integratore: oltre la forma e l’apparenza,  la sostanza

di Sabrina Devona

 

Accoglienza e allestimenti

di Tìndara Rasi

 

SCUOLA PRIMARIA

La valutazione degli alunni nel I Ciclo d’Istruzione: le innovazioni introdotte dal Decreto Legislativo n. 62/2017

di Monica Piolanti

 

Team teaching: agire complesso, condiviso, fattibile

di Emanuela Cren

 

SCUOLA SECONDARIA I GRADO

Ricchi di parole, ricchi di pensiero

di Michela Agazzani

 

SCUOLA SECONDARIA II GRADO

Un esempio di co-progettazione didattica per conseguire competenze dal profilo europeo

di Marco Pellizzoni e Stefania Borra

 

La Bellezza tra virtù e virtuale

di Elisabetta Imperato

 

ISTRUZIONE DEGLI ADULTI

Apprendere da adulti: alcune soluzioni pratiche per un’organizzazione flessibile della didattica

di Carla Deiana

 

RUBRICHE

Lettera al direttore

 

Maestri del passato che parlano al presente

Il primo maestro “moderno”: Vittorino da Feltre

di Gianni Balduzzi

 

Le Parole della Scuola

Collegialità docente

di Ivana Summa

 

Arte Musica e Spettacolo

Re della terra selvaggia: educare alla costruzione del sé

di Vincenzo Palermo

 

Legislazione e normativa scolastica

Il Patto di corresponsabilità educativa. Ha valenza giuridica?

di Anna Armone

 

Un libro al mese

Ancora Edgar Morin, Conoscenza Ignoranza Mistero

di Luciano Lelli

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