Prove Invalsi requisito per l’ammissione all’Esame di Stato

La prova Invalsi è stata fatta slittare dal contesto dell’esame conclusivo del I ciclo ad aprile, conservando l’obbligatorietà ma arricchendosi di un aspetto sanzionatorio: lo svolgimento delle prove è requisito per l’ammissione all’esame. Eppure, sulla stessa guida illustrativa dell’Invalsi è chiaramente scritto che “Ovviamente le prove non misurano tutto. Non servono quindi a valutare né lo studente, né l’insegnante, e sono solo uno dei tanti elementi dell’autovalutazione d’istituto”.

Soffermandoci sul riconoscimento dato all’Invalsi di riportare, sul documento di certificazione delle competenze dello studente l’esito della prova di Inglese, tesa a verificare l’acquisizione delle “abilità di comprensione ed uso della lingua”, cogliamo una contraddizione con quanto lo stesso Invalsi afferma nella sua Guida: “La certificazione individuale delle competenze è un riconoscimento dei risultati delle prove”, che “non sostituisce la valutazione dei docenti” e che “non è una seconda pagella”. Intanto, però, l’esito di una sola prova presume di misurare le competenze e viene trascritta su un documento ufficiale. Possiamo, quantomeno, parlare di confusione ideologica e incoerenza istituzionale?

Ingenuamente, pur con qualche forzatura ideologica, eravamo rimasti al fatto che l’Invalsi fosse nato per fotografare la qualità dell’istruzione come espressa sul territorio nazionale, per rilevare le difformità e mettere a disposizione indirizzi ed orientamenti al fine di consentire alle istituzioni scolastiche di promuovere misure pedagogiche e didattiche appropriate. Evidentemente non è più così.

Si può affermare che l’obbligatorietà delle prove, così come è proposta, ponga i docenti in subordine all’Invalsi proprio sulla valutazione, sollevandoli da una loro precisa funzione?

 

Marzo 2018

Sommario

Editoriale

La scuola ai tempi del web

di Ivana Summa e Luciano Lelli

 

TEMI DI SCUOLA

Da Multilabal PNSD: l’impegno del MIUR per coniugare didattica e tecnologie dell’informazione e della comunicazione

di Luciano Lelli

 

La bocciatura: diritto o punizione?

di Filippo Cancellieri

 

PROBLEMI DI SCUOLA

I linguaggi della scuola… anche quello ‘social’

di Giacomo Cioni

 

Uso del cellulare in classe

di Antonella Presti

 

Gli ambienti digitali a scuola: tra tecnologie mature e nuove frontiere

di Feldia Loperfido, Giuseppe Ritella

 

 

SCUOLA DELL’INFANZIA

Le tecnologie digitali e la scuola dell'infanzia

di Nicoletta Calzolari

 

Noi robot? tra coding e logica

di Tìndara Rasi

 

SCUOLA PRIMARIA

Il pomo della concordia: passato e futuro uniti dalla terra

di Cristina Venturi

 

La scuola in ospedale

di Daniela Loreti

 

 

SCUOLA SECONDARIA I GRADO

Il Piano delle arti in un Istituto comprensivo: tra progettazione e realizzazione

di Giovanna Facilla

 

Quando i software possono supportare la comprensione delle teoria scientifiche: terremoti, vulcani e teoria della tettonica delle placche

di Marco Bardelli

 

 

SCUOLA SECONDARIA II GRADO

Per una didattica iconologica dell’immagine

di Roberto Scagliola

 

Classi virtuali, ecco le più note. Ampia l’offerta, ma quale scegliere?

di Anna Alemanno

 

Una didattica tecnologicamente saggia

di Loredana De Simone

 

 

ISTRUZIONE DEGLI ADULTI

Porre in continuità i curricoli dell’istruzione degli adulti fino al diploma

di Maria Grazia Accorsi

 

 

RUBRICHE

 

Maestri del passato che parlano al presente

Vent’anni dopo: ricordando Alberto Manzi

di Gianni Balduzzi

 

 

Legislazione e normativa scolastica

Dal Government alla Governance del sistema scolastico

di Anna Armone

 

 

Dall’ufficio di segreteria

La nuova gestione delle visite fiscali

di Gianna Magnoni

 

Un libro al mese

Tecnologie per la didattica

di Luciano Lelli

 

 

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