Prove Invalsi requisito per l’ammissione all’Esame di Stato

La prova Invalsi è stata fatta slittare dal contesto dell’esame conclusivo del I ciclo ad aprile, conservando l’obbligatorietà ma arricchendosi di un aspetto sanzionatorio: lo svolgimento delle prove è requisito per l’ammissione all’esame. Eppure, sulla stessa guida illustrativa dell’Invalsi è chiaramente scritto che “Ovviamente le prove non misurano tutto. Non servono quindi a valutare né lo studente, né l’insegnante, e sono solo uno dei tanti elementi dell’autovalutazione d’istituto”.

Soffermandoci sul riconoscimento dato all’Invalsi di riportare, sul documento di certificazione delle competenze dello studente l’esito della prova di Inglese, tesa a verificare l’acquisizione delle “abilità di comprensione ed uso della lingua”, cogliamo una contraddizione con quanto lo stesso Invalsi afferma nella sua Guida: “La certificazione individuale delle competenze è un riconoscimento dei risultati delle prove”, che “non sostituisce la valutazione dei docenti” e che “non è una seconda pagella”. Intanto, però, l’esito di una sola prova presume di misurare le competenze e viene trascritta su un documento ufficiale. Possiamo, quantomeno, parlare di confusione ideologica e incoerenza istituzionale?

Ingenuamente, pur con qualche forzatura ideologica, eravamo rimasti al fatto che l’Invalsi fosse nato per fotografare la qualità dell’istruzione come espressa sul territorio nazionale, per rilevare le difformità e mettere a disposizione indirizzi ed orientamenti al fine di consentire alle istituzioni scolastiche di promuovere misure pedagogiche e didattiche appropriate. Evidentemente non è più così.

Si può affermare che l’obbligatorietà delle prove, così come è proposta, ponga i docenti in subordine all’Invalsi proprio sulla valutazione, sollevandoli da una loro precisa funzione?

 

Giugno 2018

Giugno 2018

Editoriale

“Una didattica su misura? Si può...”

di Ivana Summa e Luciano Lelli

 

TEMI DI SCUOLA

Individualizzazione dell’insegnamento e personalizzazione dell’attività educativa

di Luciano Lelli

 

Individualizzare l’apprendimento tra emozioni e relazioni

di Feldia Loperfido e Giuseppe Ritella

 

Quale docente nella scuola di oggi?

di Stefano Stefanel

 

PROBLEMI DI SCUOLA

Nuovo interesse verso Maria Montessori in Italia

di Cristina Venturi

 

Scoprire, riconoscere e gestire le proprie emozioni

di Nicola Serio

 

SCUOLA DELL’INFANZIA

Io so/io sono: conoscere ed esprimere le emozioni

di Tìndara Rasi

 

Individualizzazione e personalizzazione

di Nicoletta Calzolari

 

SCUOLA PRIMARIA

Mettiti nelle mie scarpe

di Rita Quinzio

 

Se tu compensi e potenzi… io imparo

di Emanuela Cren

 

La scuola inclusiva

di Monica Piolanti

 

SCUOLA SECONDARIA I GRADO

Laboratori artistici per contrastare il bullismo

di Barbara Droghini

 

Per una didattica interculturale per la scuola secondaria di I grado ed il 1° biennio del 2°

di Francesco Chiaro

 

SCUOLA SECONDARIA II GRADO

La didattica per un apprendimento inclusivo e significativo 

di Loredana De Simone

 

È nel web la soluzione per una didattica a misura di ogni studente

di Anna Alemanno

 

ISTRUZIONE DEGLI ADULTI

L’alternanza scuola lavoro nei percorsi di istruzione degli adulti

di Maria Grazia Accorsi

 

RUBRICHE

 

Lettere al Direttore

di Ivana Summa

 

Maestri del passato che parlano al presente

Ancora su Amos Comenio, fondatore della didattica

di Loredana De Simone

 

Arte Musica e Spettacolo

Ritratti di adolescenza in tre film

di Vincenzo Palermo

 

Legislazione e normativa scolastica

Il dirigente scolastico è il tuo datore di lavoro?

di Anna Armone

 

Dall’ufficio di segreteria

Criteri per la valorizzazione dei docenti nell’a.s. 2017/2018 anche alla luce del nuovo CCNL 

di Maria Rosaria Tosiani

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