DIRIGERE LA SCUOLA N. 7/2018

Ministro Bussetti: «la scuola, la più importante istituzione del nostro paese: da qui passa il futuro»

Editoriale di Vittorio Venuti

Dal 1° giugno Marco Bussetti è Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Finalmente “un uomo di scuola”,come lui stesso si definisce, il cui curriculum esprime impegni in progressione a partire dalla docenza fino alle posizioni di dirigente dell’USR Lombardia e di dirigente reggente presso l’Ufficio V dell’Ufficio scolastico lombardo. Non ha quindi bisogno di studiare per“comprendere la scuola”,come ci è capitato di sentir dire da precedenti Ministri provenienti da altre altri profili professionali, anche decisamente incongruenti con l’incarico che erano chiamati a svolgere. Il credito e le attese sono forti così come il dovuto augurio che possa effettivamente e presto entrare nel merito delle cause che affliggono, ormai da decenni, il sistema scolastico, intercettare orientamenti e concertare soluzioni appropriate.

Le problematiche da affrontare sono molte e alcune di esse si sono viepiù aggravate per la mancanza di “coraggio” delle precedenti gestioni, che hanno preferito la logica del pannicello e del contentino ad un’azione decisa e risolutoria; alludiamo, in particolare, allo stato giuridico degli insegnanti e al riconoscimento economico del personale, divenuto risibile e ai limiti dell’indigenza; ma non meno importante è la necessità di mettere le istituzioni scolastiche in condizione di assicurare il miglior funzionamento possibile assicurando fondi adeguati per perseguire quell’innovazione che vuole al centro lo studente e l’apprendimento così come l’inclusione teorizza e che, di fatto si scontra con la numerosità delle classi e con ambienti di apprendimento inadeguati e mal attrezzati, inospitali in molte situazioni specie, ma non solo, del Meridione.

Le tematiche sono tante e, essendo “uomo di scuola”, sembrerebbe superfluo e irriguardoso enumerarle. È il caso, però, di ricordare, come sa benissimo, che la scuola è stata massacrata, negli decenni, da riforme, controriforme, tentativi di riforme, da tutta una serie di disposizioni e direttive, improvvisazioni e trovatine che hanno determinato un malessere diffuso tra il personale, che ha sofferto una sorta di abbandono con accanimento, tutta materia che ha contribuito a svalorizzare socialmente la figura degli insegnanti favorendo anche il reiterarsi di episodi di violenza nei loro confronti.

Al momento, le dichiarazioni del Ministro Bussetti sono poche, ma ha pregio segnalare quanto espresso, a quest’ultimo riguardo, in una intervista al Corriere della Sera del 19 giugno 2018: «Sono un uomo di scuola. Ho dedicato a questa istituzione tutta la mia vita. Gli episodi di violenza vanno condannati duramente e, come ministro, non voglio limitarmi alla vicinanza formale: saremo al fianco di insegnanti, dirigenti, del personale amministrativo e ausiliario. Sono in contatto con la Presidenza del Consiglio affinché, in ogni procedimento attivato con querela, il ministero possa costituirsi parte civile. Voglio rilanciare il rispetto per quella che considero la più importante istituzione del nostro Paese: da qui passa il futuro». E ancora, riferendosi alla possibilità di citare in giudizio gli studenti bulli: «Chi già a scuola manifesta certi atteggiamenti, un domani potrebbe aggredire un medico in un pronto soccorso o mancare di rispetto a un rappresentante delle forze dell’ordine in uno stadio. Vogliamo lavorare per ricreare un clima di serenità. La scuola deve potersi concentrare sulla gestione del rapporto con le famiglie, adottare metodi di recupero efficaci dei ragazzi, anche quelli più problematici. E si può fare solo puntando sull’educazione civica e restituendo tempo al mondo della scuola affinché possa perseguire il suo obiettivo principale: il successo formativo».

Bene. Ci sarà da intendersi su cosa significhi realmente “successo formativo” e come coniugarlo con la necessità che ogni studente riceva il meglio che si può per “diventare”- nell’accezione che Daniel Pennac ne dà nel suo “Diario di scuola”.

Andando oltre, mi fa piacere richiamare la foto di classe di spalle dei bambini di prima elementare di una scuola di Grado, a seguito del veto opposto dalla dirigente scolastica per ragioni di privacy e per la mancanza di tutte le necessarie liberatorie. Splendida trovata! Auguriamoci, come assicurato dalla dirigente scolastica - peraltro molto attenta alla questione privacy sulla scorta dell’entrata in vigore del Regolamento UE - che il vivace gruppo abbia avuto la possibilità, in chiusura di anno scolastico, di farsi fotografare anche il lato A per futura memoria.

 

Il numero si apre con il contributo di Anna Armone,“Cosa cambia per la pubblica amministrazione degli atti nella sezione Amministrazione trasparente e nella pubblicità legale”,con l’entrata in vigore del Regolamento UE 2016/679 sulla protezione dei dati, Regolamento generale che rende necessaria una rivisitazione delle modalità di pubblicazione di atti e documenti amministrativi sul sito istituzionale, per finalità di trasparenza amministrativa. La disamina è ampia e circostanziata, così da definirsi come guida per la comprensione e per l’applicazione delle nuove disposizioni. Per quanto non espressamente specificato dal Regolamento si fa riferimento allo schema di decreto legislativo applicativo dello stesso Regolamento.

A seguireGiacomo Mondelli, analizza i fondamenti comuni e le priorità dell’agire educativo e didattico in “La Progettazione Educativa nel Piano Triennale dell’Offerta Formativa”.Entrando nei territori dell’azione formativa, riteniamo che sia opportuno, da una parte, cercare delle consonanze tra progettazione dell’azione educativa e dell’intervento didattico e, dall’altra, provare a individuare dei “fondamenti comuni” dell’agire educativo e didattico. A questo ultimo riguardo, a noi sembra che possano essere individuati perlomeno quattro “fondamenti”da condividere e tenere in conto.

L’argomento della privacy viene ripreso nell’articolo successivo da Antonio Sapienteche, in“Il nuovo Regolamento per la privacy”,si sofferma particolarmente sui due adempimenti minimi indispensabili, che devono essere posti in essere per dare attuazione alle nuove norme: la designazione del Responsabile della protezione dei dati (RPD) e l’istituzione del Registro delle attività di trattamento. La nuova figura, il RPD, si affianca a quelle del titolare del trattamento e del responsabile del trattamento, e può essere tanto interno che esterno all’Ente. Il Registro del trattamento è il documento che ogni responsabile del trattamento deve aggiornare con le attività svolte sotto la propria responsabilità. L’articolo è corredato da schemi di atto di designazione del RDP e modello di comunicazione al Garante dei dati dell’RDP.

L’attenzione che l’amministrazione scolastica governativa ha riservato alla problematica della valutazione ha avuto il suo apice con la legge 517/1917, evidenziandone una posizione di centralità nel funzionamento didattico e istituzionale delle scuole. Luciano Lelline argomenta in “Postille al vigente Sistema Nazionale di Valutazione” e, pur rilevando l’efficacia della normativa di merito degli ultimi decenni, scontrandosi con la diffidenza e insofferenza degli insegnanti per i continui interventi modificatori, avanza l’interrogativo se un’inclinazione al cambiamento più sobria e meno assillante di politici e soloni del MIUR, avrebbe consentito alle scuole e agli insegnanti una operatività meno tormentata. Da qui l’evidenziazione del percorso storico della problematica con una attenta e propositiva disanima critica.

“Gli alunni con disabilità: record di iscritti!!”. L’argomento è proposto da Filippo Sturaroalla luce dei dati che l’Ufficio Statistica del MIUR ha diffuso nel mese di maggio 2018, riferiti all’a.s. 2016/2017: una crescita dell’8,3% rispetto all’a.s. 2014/2015 pur in presenza di una diminuzione complessiva dell’1,6%, nell’ultimo biennio, del totale degli alunni frequentanti le scuole italiane. La lettura dei dati è articolata e disegna un quadro esauriente del fenomeno, della sua distribuzione territoriale e delle diverse tipologie di disabilità. I dati sono completati dal rilievo del numero dei docenti di sostegno e del rapporto posti di sostegno/alunni con disabilità.

Di recente, l’INPS ha emanato un messaggio in cui riepiloga la disciplina vigente in materia di “Polo unico per le visite fiscali”introdotto con il D.Lg. 2017 n. 75 ed entrato in vigore il 1° settembre 2017. La normativa del Polo Unico si applica ai soli eventi di malattia comune dei lavoratori e non riguarda gli altri casi di assenza (ad esempio malattia del figlio, interdizione anticipata per gravidanza, inidoneità temporanea a mansione accertata dalla Commissione Medica Ospedaliera ecc.). Bruno Giacintoentra nel merito del messaggio dell’INPS puntualizzandone gli aspetti più salienti. Lo stesso messaggio è riportato integralmente.

Tempo di scrutini e tempo di certificazione delle competenze con rilascio al termine della Scuola Primaria e della Scuola secondaria di Primo Grado. Il decreto legislativo 742/2017 ribadisce che la certificazione descrive il progressivo sviluppo dei livelli delle competenze chiave e delle competenze di cittadinanza, a cui l’intero processo di insegnamento-apprendimento è mirato, anche sostenendo e orientando le alunne e gli alunni verso la scuola del Secondo Ciclo di istruzione; descrive altresì i risultati del processo formativo al termine della Scuola Primaria e al termine della scuola Secondaria di Primo Grado, secondo una valutazione complessiva relativa alla capacità di utilizzare i saperi acquisiti per affrontare compiti e problemi, complessi e nuovi, reali o simulati. Antonio Di Lellone tratta in “La certificazione delle competenze”proponendo anche i modelli di certificazione per la scuola primaria e fine primo ciclo, nonché i modelli Invalsi pertinenti le prove e la certificazione delle abilità di comprensione e uso della Lingua Inglese.

In alcune scuole messicane la matematica viene insegnata secondo il metodo ideato originariamente dai Maya, che prevede un’attività fisica e non soltanto concettuale (utilizzo di oggetti da spostare e contare) e che consente un apprendimento dell’algebra di base notevolmente migliore, anche per bambini che partono da condizioni socioeconomiche svantaggiate: si impara a pensare in modo analitico usando un metodo che rende concreti i concetti matematici astratti. Damiano Verda ne parla nel contributo “Conoscere per agire, agire per conoscere”,nel quale rileva come, per i bambini, apprendere la logica sia anche un vantaggio emotivo e sociale.

Le indagini sociologiche sono concordi nel riconoscere che le nuove generazioni stiano incontrando notevoli difficoltà di fronte a una società che, ripiegata su sé stessa, sembra incapace di offrire speranza progettuale ai giovani, negando, di fatto, un concreto protagonismo nella storia. Ciononostante, pur apparendo confusi e delusi - evidenzia Michela Lellain “L’educazione oltre la crisi” - sembrano vagare alla ricerca di modelli credibili verso i quali orientare un proprio percorso di maturazione e di crescita, perché, di fondo, richiedono coordinate di ampio respiro, hanno bisogno di fiducia e desiderano recuperare il gusto di essere al mondo. Da qui l’appello alla scuola, in quanto irrinunciabile presidio dell’educazione, e agli insegnanti, perché si rendano protagonisti di un grande progetto educativo.

Il futuro della scuolaè nella digitalizzazione, nell’applicazione della tecnologiapiù innovativa aglistrumenti didattici, che rendano la relazione tra studentie insegnantimolto più interattiva e collaborativa. Su questo interessante aspetto della vita scolastica abbiamo chiesto in una intervista di fare il punto della situazione

al Prof. Lorenzo Lo Presti, presidente della Argo Software: “Verso la totale digitalizzazione della scuola: quali prospettive per il prossimo anno scolastico?”.

Abbiamo altre volte ospitato contributi di Angelo D’Onofriosull’utilizzo dei Gruppi Balint nella formazione degli insegnanti al fine di incrementare la loro efficacia professionale. Adesso, D’Onofrio ci riferisce delle “Esperienze di Gruppi Balint in un Liceo di Verona”: tre incontri nei quali i docenti si sono, in qualche modo, esposti al giudizio degli altri, trovandosi ognuno davanti alle vicende personali, nelle quali entrano in gioco bisogni, desideri, preoccupazioni, fantasmi, ricordi di fallimenti e propri aspetti infantili. L’articolo riferisce di tre casi discussi durante il corso.

Per La Scuola in Europa, Mario Di Mauro ci introduce nel sistema d’istruzione della Grecia: “Incontro o scontro tra accountability e logodosia nella scuola greca?”. Da almeno dieci anni la scuola greca sta vivendo un vero e proprio calvario, per una diffusa conflittualità che sta rendendo sempre più complicato sia il lavoro di chi insegna sia di chi apprende. Nel pieno della profonda crisi che ha attraversato il Paese, il sistema d’istruzione ha dovuto dar conto di una parola da tempo in uso e sempre più carica di aspettative: accountability, termine che in Grecia corrisponde a logodosia, ovvero, essere responsabile nel dar conto delle proprie azioni.

Giugno 2018

Giugno 2018

Editoriale

“Una didattica su misura? Si può...”

di Ivana Summa e Luciano Lelli

 

TEMI DI SCUOLA

Individualizzazione dell’insegnamento e personalizzazione dell’attività educativa

di Luciano Lelli

 

Individualizzare l’apprendimento tra emozioni e relazioni

di Feldia Loperfido e Giuseppe Ritella

 

Quale docente nella scuola di oggi?

di Stefano Stefanel

 

PROBLEMI DI SCUOLA

Nuovo interesse verso Maria Montessori in Italia

di Cristina Venturi

 

Scoprire, riconoscere e gestire le proprie emozioni

di Nicola Serio

 

SCUOLA DELL’INFANZIA

Io so/io sono: conoscere ed esprimere le emozioni

di Tìndara Rasi

 

Individualizzazione e personalizzazione

di Nicoletta Calzolari

 

SCUOLA PRIMARIA

Mettiti nelle mie scarpe

di Rita Quinzio

 

Se tu compensi e potenzi… io imparo

di Emanuela Cren

 

La scuola inclusiva

di Monica Piolanti

 

SCUOLA SECONDARIA I GRADO

Laboratori artistici per contrastare il bullismo

di Barbara Droghini

 

Per una didattica interculturale per la scuola secondaria di I grado ed il 1° biennio del 2°

di Francesco Chiaro

 

SCUOLA SECONDARIA II GRADO

La didattica per un apprendimento inclusivo e significativo 

di Loredana De Simone

 

È nel web la soluzione per una didattica a misura di ogni studente

di Anna Alemanno

 

ISTRUZIONE DEGLI ADULTI

L’alternanza scuola lavoro nei percorsi di istruzione degli adulti

di Maria Grazia Accorsi

 

RUBRICHE

 

Lettere al Direttore

di Ivana Summa

 

Maestri del passato che parlano al presente

Ancora su Amos Comenio, fondatore della didattica

di Loredana De Simone

 

Arte Musica e Spettacolo

Ritratti di adolescenza in tre film

di Vincenzo Palermo

 

Legislazione e normativa scolastica

Il dirigente scolastico è il tuo datore di lavoro?

di Anna Armone

 

Dall’ufficio di segreteria

Criteri per la valorizzazione dei docenti nell’a.s. 2017/2018 anche alla luce del nuovo CCNL 

di Maria Rosaria Tosiani

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