Concorso ds 2018 : Un’assurda prova contro il tempo!

DIRIGERE LA SCUOLA N.11

Editoriale di Vittorio Venuti

Concorso ds 2018 : Un’assurda prova contro il tempo!

Il 18 ottobre il Concorso a Dirigenti Scolastici ha mostrato i limiti di un’organizzazione approssimativa e presuntuosa, almeno tanto quanto scarsamente centrato e poco corretto è il modo in cui si è voluto perseguire il fine di reclutare nuovi dirigenti, non sulla base di un profilo di qualità, conoscenze e competenze, quindi di merito, ma di… velocità. Un concorso decisamente sbagliato già nelle premesse e funestato da ricorsi, pronunciamenti anche intempestivi del TAR, inadeguate attrezzature informatiche, situazioni logistiche anche infelici, assistenti alla vigilanza in molte situazioni male istruiti, altezzosi e causa di disagi, ansie e ritardi, anche di circa due ore, dell’avvio della prova scritta. Alcuni candidati hanno anche lamentato di essere stati disturbati per alcuni minuti, a prova iniziata, da un assistente che si era fissato di controllare pignolescamente il loro codice, alla ricerca di pagine da far strappare o da pinzare insieme. Sulla possibilità di consultare il codice, su come e cosa fosse lecito, si è riscontrata una inaudita disparità di interpretazione tra le diverse sedi.

“Il concorso del futuro, questo?- ha lamentato una candidata - Con computer che all’improvviso si sono spenti, un software non pienamente efficiente e tastiere non sempre funzionanti”. Il colmo è che la “selezione di qualità, equa ed inclusiva”, è stata la velocità, velocità di pensiero, di azione, di rielaborazione e di correzione in circa 20 minuti tutto compreso.“Un quiz show” è stata definita la prova. “Non c’è tempo... non c’è tempo - prosegue la candidata -, mi sembrava di sentire il coniglio di Alice nel Paese delle meraviglie. Non c’è tempo o non si vuole perdere tempo? É una Velocità che taglia... taglia contenuti, progetti, competenze e anche sogni. Tutto ridotto ai minimi termini... 15 righe ciò che ognuno è riuscito a scrivere”.

Un’altra candidata scrive: “Codici strappati o pinzati a [località], in mezzo a polemiche, urla, tensioni… perché qui, a [località], siamo più realisti del RE, perché qui, a [località], si deve essere corretti fino al paradosso di considerare che chi stava per affrontare la prova al PC dovesse per forza avere l’intenzione fraudolenta di copiare, ingannare lo Stato in qualche modo, per di più assillati dalla ragazzina di 30 anni inviata dall’USR che, con arroganza, deve ‘far rispettare la Legge’ ”.

“No, non è così che funziona - continua la lagnanza-. sono io che sono stata ingannata. Ho scelto di dedicare la mia vita degli ultimi tre anni alla preparazione, ci ho creduto, ho studiato fino a 15 ore al giorno, trascurando figli, famiglia, persino il lavoro stesso abbandonando i miei alunni per un mese e scegliendo di stare in aspettativa non retribuita per fare al meglio e vincere! Questo era l’obiettivo. Dare il meglio di me come ho fatto con la preselettiva. Perché, avevo un sogno, quello che mi avete fatto fare voi, di una scuola nuova, più fresca, che vuole davvero rigenerarsi, con idee nuove, con risorse nuove dall’interno della scuola stessa, che la scuola l’hanno vissuta e la conoscono, che alla fine la amano senza riserve e sono pronte per cambiarla partendo dal basso, dalle piccole cose per iniziare a dare un segnale a chi nella scuola dello Stato ancora ci crede”.

La delusione delle migliaia di candidati è enorme, in gran parte si sono sentiti umiliati e offesi, delusi per l’improntitudine con cui si è organizzato il concorso, per la scarsa considerazione che si è avuta per le loro persone e per il profilo del ruolo su cui erano chiamati ad esporre le proprie conoscenze, come se, di quelle conoscenze, in fondo, non interessasse sapere veramente granché. E questa è la grossa pecca del concorso: lo scollamento tra la procedura e lo scopo, che è sembrato come un inganno.

Sull’argomento “Concorso” si veda anche il contributo di Vittorio Venuti nella rubrica di Psicologia della Gestione.

 

L’apertura di questo numero è affidata ad Anna Armoneche in occasione del primo rinnovo dell’atto dirigenziale di emanazione degli indirizzi sulle attività della scuola e sulle scelte di gestione e amministrazione nel pezzo dal titolo “L’atto di indirizzo del dirigente al collegio per la formazione del PTOF”, affronta la questione del carattere vincolante o meno e del valore giuridico dell’atto di indirizzo del dirigente al collegio docenti per la formalizzazione del PTOF. La triennaliltà del PTOF non significa azzeramento triennale della pianificazione e partenza da una nuova fase zero. Il traguardo dell’ultimo anno si aggancia e pone le premesse per la nuova pianificazione. In questo processo si inserisce l’azione dirigenziale come consecutio naturale della passata gestione.

A seguire anche Giacomo Mondelli propone, da una angolatura diversa, le linee di indirizzo del Dirigente scolastico per la “Predisposizione del Piano Triennale dell’Offerta Formativa”, da un lato prendendo in considerazione gli elementi essenziali e più generali della progettazione del documento e, dall’altro, approfondendone alcuni degli aspetti/ambiti di lavoro più significativi. Esposto in forma di decreto Dirigenziale, il modello si esprime a partire dalle criticità indicate a livello di RAV e PDM, quindi nell’argomentazione delle aree di riflessione, confronto e azioni di sviluppo da intraprendere, fino alla indicazione degli orientamenti di massima per lo sviluppo dell’azione amministrativa.

Nel pezzo diMichela Lellaviene messa a fuoco una delle funzioni più importanti del dirigente scolastico: dar vita ad un luogo di lavoro sereno e produttivo in cui le persone riescano davvero a dare il meglio di sé mettendo a valore competenze e abilità per fare funzionare nel miglior modo possibile l’organizzazione scuola, in cui condivisione e collaborazione rappresentino punti di forza ineludibili per la presa in carico delle problematiche che investono il mondo della scuola e impegnarsi nelle sfide emergenti. In “I nuovi leader scolastici sono costruttori di comunità” si esprime con forza l’urgenza che i dirigenti scolastici assumano, come impegno basilare, la logica del cambiamento adoperandosi affinché l’intera comunità di appartenenza riesca a recuperare le regioni e il significato dell’educare.

Sul tema “Istruire o Educare” argomenta Vittoria Striato, anche lei evidenziando il momento di emergenza sociale ed educativa che stiamo vivendo e che richiede che, nella progettazione didattica, venga data priorità agli aspetti etici e ai valori della legalità e della cittadinanza attiva e responsabile. La riflessione proposta si avvia dalla distinzione tra i due termini (istruire ed educare) quindi si sofferma sulla storia dei programmi della scuola e sugli strumenti di cui essa dispone per far convergere e risolvere le contrapposizioni, che le due espressioni normalmente suscitano, nella pratica scolastica quotidiana.

Nel prossimo anno scolastico i dirigenti degli Istituti Professionali dovranno gestire la riforma degli ordinamenti del corso di studi, ben la terza nel giro di pochi anni; la riforma di un settore che il MIUR intende rilanciare con un cospicuo investimento economico, agganciato alla realizzazione e alla diffusione di misure di accompagnamento all’attuazione del decreto 61/2017, per la definizione di profili professionali in uscita dal percorso. Si tratta di una straordinaria innovazione cheAda Maurizio argomenta puntualmente in: “Il rilancio degli istituti professionali”.

Paolo Pieri riprende “Il nuovo accordo Stato-Regioni del 7 luglio 2016 per la formazione degli R-ASPP” (vedasi numero di ottobre) e propone una breve analisi delle modalità di progettazione e di erogazione dei corsi di formazione sulla sicurezza degli RSPP e degli ASPP che se ne determinano, e per cui lo stesso accordo fornisce indicazioni metodologiche per la progettazione e l’erogazione, estendendone i concetti principali anche alla formazione delle altre figure sensibili previste dal D.Lgs. 81/08.

Parte dall’annuale Rapporto OCSE, che analizza i sistemi d’istruzione dei Paesi Membri fornendo autorevoli suggestioni e informazioni, il contributo“Uno sguardo sull’Istruzione 2018: cosa succede in Italia”, nel quale Filippo Sturaroriassume la situazione del nostro sistema d’istruzione. Molti i dati su cui riflettere. Certamente, indice di forte problematicità è la quota di popolazione di giovani adulti che non lavora, non studia e non frequenta corsi di formazione professionale (cd. NEET), che continua a permanere alta, con un incremento nella fascia tra i 25 e i 29 anni. Significativamente interessante è l’aumentata consapevolezza circa il ruolo svolto dall’educazione e cura della prima infanzia per lo sviluppo, l’apprendimento e il benessere infantile, per cui l’Italia ha adottato interventi normativi per favorire l’accesso al sistema peri bambini tra 0 e 6 anni. Decisamente imbarazzante appare la spesa per studente nelle istituzioni scolastiche dalla scuola primaria agli istituti post-secondari non terziari, tornata agli stessi livelli del 2010.

Bice Foderà, in “Il convitto: una realtà di eccellenza”, ci invita a volgere l’attenzione alle strutture residenziali finalizzate ad offrire ospitalità, formazione culturale e non solo, a giovani studenti mediante l’assistenza allo studio pomeridiano e la possibilità di aderire ad iniziative ludico/sportive. Sul territorio nazionale si contano una quarantina di convitti, oltre a 6 educandati ad uso esclusivo di un’utenza femminile) per un totale di oltre 15.000 utenti.

Negli ultimi tempi, i mezzi di informazione hanno dato risalto all’interesse del presidente francese Macron verso l’istruzione e il mondo della scuola, pur se l’attenzione si è rivolta principalmente al divieto di cellulare o smartphone in aula, fino ai 14-15 anni. In realtà, i contenuti importanti sono altri e Damiano Verdali ripropone in “Riforme educative: l’agenda di Macron”. Di maggiore spessore e portata è certamente il decreto che riforma il sistema educativo francese molto in profondità, ridefinendo i contorni del Baccalauréat, equivalente, grosso modo, al nostro esame di maturità.

Per la rubrica dedicata ai CPIA,sotto il titolo “Le misure del sistema”, Ada Maurizioriferisce del primo monitoraggio ufficiale post riforma quantitativo e qualitativo sul sistema dei Centri realizzato da INDIRE. L’indagine restituisce un dato interessante e incoraggiante per la tenuta di un sistema ancora in piena fase di consolidamento, ma che si configura come intelligente, apprendente e responsivo.

Per I Casi della Scuola, Antonio Di Lellosi occupa di “Nullità della sanzione disciplinare per carenza di potere dell’Amministrazione”. Il caso si alimenta da una nota di un dirigente scolastico a una docente, nella quale si chiedeva conto del mancato raggiungimento degli obiettivi di apprendimento da parte di alcuni studenti dell’Istituto, ritenendo che tale mancato raggiungimento fosse dovuto essenzialmente alle assenze della docente nel periodo considerato. La nota di controdeduzioni non veniva ritenuta sufficiente dal dirigente, che dava corso alla contestazione di addebito e, in seguito, all’irrogazione della sanzione disciplinare dell’avvertimento scritto.

Per La Scuola in Europa, Mario Di Mauroripropone l’annosa questione pubblico-privato nell’istruzione, su cui si profila un’attenzione crescente soprattutto in Europa. In “A proposito di qualità dell’istruzione, scuola private contro scuole pubbliche o scuole private come scuola pubbliche?”, dopo un accurato riferimento alla situazione degli Stati Uniti d’America, che vede la scuola pubblica in posizione di svantaggio rispetto alle scuole indipendenti, il discorso si sposta sull’Europa, alla ricerca, se ci sono, delle reali differenze tra offerta pubblica e offerta privata dell’istruzione scolastica

Per Psicologia della Gestione, Vittorio Venuti riprende l’argomento dell’editoriale e si sofferma sul “Concorso DS. Una prova indecente per un concorso sbagliato”, ribadendo le incongruenze di forma e di sostanza di una procedura non idonea allo scopo e che sta dando adito ad una incontenibile fase di protesta e di ricorsi.

In chiusura, per Giurisprudenza del Lavoro, Rosanna Visocchi tratta della “Condanna per danno erariale: alcune ipotesi di colpa grave”, prendendo spunto da una recente sentenza della Corte dei Conti, che ha condannato per danno erariale il Dirigente scolastico e il Direttore SGA di un Istituto scolastico. X

Settembre 2020

Settembre 2020

Editoriale

La scuola della cittadinanza 

di Ivan Summa

 

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: l’attualità

L’educazione civica ai blocchi di partenza: alcuni interrogativi pedagogici

di Andrea Porcarelli

 

EDUCAZIONE CIVICA: un curricolo trasversale nel curricolo d’istituto

di Manuela Pettinari

 

Patti Educativi di Comunità

di Maria Grazia Accorsi

 

Lezioni di Autonomia: il paesaggio istituzionale

di Gian Carlo Sacchi

 

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: riflessioni

Il «sapere didattico» per l’insegnamento/apprendimento intenzionali

di Flavia Marostica

 

Sviluppo o apprendimento? Questo è il problema

di Feldia Loperfido e Giuseppe Ritella

 

LE COMPETENZE: progettazione, didattica, valutazione

Una nuova identità pedagogico-educativa della scuola

di Loredana De Simone

 

Analizzare, confrontare e valutare criticamente per una cittadinanza attiva e digitale

di Nicoletta Calzolari

 

Il curricolo per competenze nella scuola dell’infanzia e del 1° ciclo

Piccoli archeologi crescono: una proposta sostenibile per ridare valore e spessore ad una disciplina trasversale nel primo ciclo di istruzione

di Silvia Bernardi

 

Rubriche

Esperienze DIGITALI

Escursioni digitali e scatti di viaggio. Quali sono le immagini che può trattare la scuola?

di Nicoletta Tomba

 

Scuole che INNOVANO

DiM, il dizionario multilingue fatto dagli studenti

di Lia Pensabene

 

Il CURRICOLO della CREATIVITà

Parliamo bene. La forma che esalta il contenuto

di Alessia De Pasquale

 

Il DIRIGENTE e il suo STAFF

Il Regolamento di istituto, il Patto di corresponsabilità educativa e la dad

di Anna Armone

 

LIBRI di SCUOLA LIBRI per la SCUOLA

Un libro molto utile per l’insegnamento dell’Educazione civica

di Flavia Marostica

Precedenti

Questo sito web utilizza i cookie per essere sicuri di ottenere la migliore esperienza di navigazione sul nostro sito.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo