Anche i prossimi aumenti non renderanno giustizia al personale né alla scuola

DIRIGERE LA SCUOLA N. 5/2019

Editoriale di Vittorio Venuti - Anche i prossimi aumenti non renderanno giustizia al personale né alla scuola

In occasione del 70esimo anniversario della testata giornalistica “La tecnica della scuola”, il Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti ha rilasciato un’intervista esprimendo, tra l’altro, il proprio pensiero sugli aumenti di stipendio al personale della scuola, sulla regionalizzazione e sulla rilevazione delle impronte digitali ai dirigenti scolastici.

Le risposte sulla regionalizzazione e sulle impronte digitali sono scontate, in quanto il Ministro è persona legata al partito della Lega - il cui distintivo fregia e fa buona mostra sulla sua giacca) - più interessante appare, invece, la dichiarazione in merito agli aumenti ventilati in occasione della sottoscrizione dell’intesa con le OO.SS. il 24 aprile scorso. Allora, come accade di solito, si ribadì l’attenzione sugli aumenti stipendiali agli insegnanti, addirittura enfatizzandoli a tre cifre (forte la suggestione data da riserve economiche dedicate). Rispondendo all’intervistatore il Ministro ha garbatamente evidenziato: “Dobbiamo parlare di personale della scuola, perché non dimentichiamoci del personale anche amministrativo, che svolge un ruolo importantissimo”.Si tratta, indubbiamente di un rilievo opportuno, che riflette quanto già affermato in quella parte del CCNL 2016/2018 nel quale si dà atto che il personale ATA appartiene alla“comunità educante” al punto da prevederne un coinvolgimento strutturato alle attività scolastiche, nel rispetto delle competenze e dei ruoli professionali (art. 24).

Una puntualizzazione, quella del Ministro, indubbiamente apprezzabile, però non abbiamo percezione che questa sensibilità possa tradursi in qualcosa di realisticamente consistente, vuoi perché le affermazioni di principio dei politici sono soggette all’amnesia e ricadono in un calderone comune di dimenticanze, vuoi perché i fatti hanno dimostrato sempre che c’è un oceano tra il dire e il fare e vuoi perché, conti alla mano, le risorse disponibili per gli aumenti consentiranno un incremento medio di poche decine di euro vanificando ancor più il manifesto e seducente obiettivo di rincorrere almeno la media degli stipendi europei. Eppure, non è difficile immaginare (e rendersi conto) che la mortificazione economica ostacola la stessa valorizzazione della scuola che, invece, dovrebbe porsi come obiettivo principale della politica di Governo: più si ha capacità di investire sulle strutture scolastiche e sul personale e più si investe per il Paese. Lasciare il personale ai limiti dell’indigenza non giova certo alla scuola, sempre meno centro vitale e sempre più periferia.

I vari tentativi di riforma, le razionalizzazioni, le innovazioni, i correttivi, le revisioni, le disposizioni… tutto si è abbattuto sulla scuola sradicandola finanche dalla sua stessa definizione senza introdurre, sostanzialmente, una prospettiva di crescita, una riconsiderazione premiante, una progettualità coerente, una visione verso cui tendere. La scuola ha bisogno di una svolta radicale, ha bisogno di guardarsi seriamente dentro e indagare sulle incongruenze che la determinano e che non fanno altro che farla girare intorno senza imboccare mai realmente la via del cambiamento e dell’innovazione. Eppure esistono statistiche, studi, sperimentazioni che altri Paesi intraprendono. In genere, proprio i Paesi nei quali gli stipendi sono decisamente al disopra di quelli italiani, si registra anche un’attenzione più ardita nei confronti della scuola e del modo di farla. Un’altra scuola è possibile solo se si abbandona l’abominio del “a saldi invariati per l’Amministrazione”. La formula a costo zero è un cappio che finirà con lo stritolarci.

Un’altra scuola è possibile, una scuola che persegua la coerenza interna tra il dire e il fare per dare coerenza sociale all’esterno. La nostra è la scuola dell’Inclusione e, quindi, della Personalizzazione, che dovrebbe riscontrare tutti gli studenti nel rispetto delle differenze, delle individualità e delle risorse disponibili; ma si tratta di un principio teorico che contrasta con norme che non ne tengono conto e non lo rendono fattibile. In Germania esiste una scuola creata e costruita a misura di studente, l’Istituto Comprensivo Allemannenshule di Wutöschingen, in cui questa è la missione e la personalizzazione è il filo conduttore dell’intero impianto organizzativo. Senza andare tanto lontano esempi ne abbiamo anche in Italia. Basta scorrere il sito dell’INDIRE per rendersene conto o anche, più banalmente cercare su Youtube alla voce“Una scuola a misura di studente” La scuola italiana sconta, purtroppo la vetusta dei propri edifici che, peraltro rispecchia la staticità di un sistema incapace di promuovere una “riedificazione”di tutto l’impianto.

 

Siamo in chiusura d’anno scolastico e gli studenti sono in procinto di entrare in fibrillazione per gli scrutini, che decreteranno il finale del loro annuale impegno di studio, e per le prove d’esame che sanciranno la chiusura di un ciclo in favore di altre prospettive. Appare quindi opportuno il contributo di apertura “L’esame di Stato nella Scuola Secondaria di Primo Grado”a cura di Antonio Di Lello, che si propone come guida pratica aggiornata con le ultime modifiche apportate con il D.L,vo n. 62/2017. Tra le novità ricordiamo il peso dato alle prove INVALSI, la cui non partecipazione avvalorerebbe l’esclusione dagli esami. Si conferma che la prova scritta di lingue straniere sarà articolata in due sezioni, una per ciascuna lingua e che per la certificazione delle competenze si utilizzeranno ancora i modelli di certificazione allegati al D.M. n. 742/2017.

Michela Lella, coerentemente con la visione di una scuola che sappia mettere al centro del discorso pedagogico l’attenzione per la persona dello studente e per la sua crescita, in “La responsabilità formativa della scuola”ribadisce l’importanza della salvaguardia dell’alterità come presupposto di ogni processo educativo, quindi dell’instaurarsi di ogni relazione che si voglia intendere come legame e/o dipendenza reciproca. Il che comporta che l’insegnante sia guidato da un atto di responsabilità anche etica, che lo guidi nella conoscenza dei propri vissuti e lo predisponga “con umiltà e diligenza alla frequentazione dell’educando per scoprire ogni specifico aspetto della sua personalità”.

Dopo aver scritto sulla scomparsa dell’infanzia (n. 12/2018 e n. 2/2019 di “Dirigere la scuola”), Giacomo Mondelli entra nel merito dell’adolescenza con il contributo “Adolescenti, questi sconosciuti”, suggestionato dal rilievo che la cronaca riserva, quasi quotidianamente, a fatti di cronaca ed accadimenti persino luttuosi che vedono coinvolti i“nostri ragazzi”, nonché dalla constatazione che non si è ancora sviluppata e diffusa una forte e decisa consapevolezza della necessaria esplorazione e conoscenza delle loro caratteristiche“evolutive”, delle relazioni che vivono, degli atteggiamenti che assumono, dei comportamenti che esprimono. Carenza che si riscontra ampiamente anche a scuola, a partire da quella (la scuola secondaria, specie di secondo grado) che, pur frequentata da adolescenti, almeno fino a qualche tempo fa, paradossalmente si disinteressava di loro e, quindi, anche dei loro modi di vivere, relazionarsi, studiare e apprendere. Il contributo propone di entrare nel mondo dell’adolescenza attraverso la porta della conoscenza circa il modo di essere e di vivere degli adolescenti e quella della comprensione partecipata della loro attuale condizione di vita.

Ha un contenuto tecnico ma decisamente interessante e attuale il contributo di Maria Patrizia Costantini, che richiama l’attenzione su “La formazione degli organici e la gestione del personale docente nella scuola dell’autonomia”; questione alquanto delicata che permea l’organizzazione delle istituzioni scolastiche e incide fortemente sul loro stesso funzionamento ponendo, al Dirigente scolastico, il compito, complesso e delicato, di rinvenire un equilibrio tra i diversi attori e portatori di interessi della comunità scolastica tutta.

Per la rubrica CPIA, Ada Maurizio commenta, in “Italiano per stranieri nei CPIA: cittadinanza e altre questioni”,il D.L. 4/12/2018 n. 113, recante disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, che introduce sostanziali modifiche alla precedente normativa in materia di cittadinanza, subordinandola al possesso, da parte dell’interessato, di un’adeguata conoscenza della lingua italiana non inferiore al livello B1 del Quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue. Al riguardo, i CPIA non rilasciano certificazioni linguistiche di livello superiore all’A2 ma attestazioni di completamento del percorso formativo corrispondente al livello B1.

Per La Scuola in Europa, Mauro Di Mauroci porta ad osservare il sistema scolastico di “Un Paese scommessa, la Turchia” che potrebbe essere prossimo ad entrare nell’UE. Realtà complessa la Turchia, crogiolo di grandi civiltà, in cui l’ultima riforma della scuola, risalente al 2012, non ha mancato di far molto discutere la politica e di suscitare possibili revisioni conservatrici ed autoritarie. La riforma, ancora in corso di affinamento, è riuscita a disegnare bene una scuola più funzionale anche rispetto alle attese comunitarie.

Per I Casi della Scuola, Antonio Di Lellotratta di “Bonus Docenti. Accesso agli Atti”esponendo il caso di un docente di un IPSSAR che, non essendo rientrato tra i destinatari del bonus, presenta istanza al Dirigente scolastico richiedendo i nominativi dei destinatari, le relative attività per le quali il bonus è stato riconosciuto ai singoli docenti, i criteri adottati per l’assegnazione dei bonus. L’istanza di accesso agli atti viene negata dal Dirigente, in forza del fatto che i criteri di valutazione erano stati diffusi sul web dandone anche informazione agli interessati. Legittima la determinazione del Dirigente?

Per Psicologia della Gestione, Vittorio Venutipropone “Riflessioni sparse sugli Esami, occasioni mancate”,evidenziando come si sia smarrito il senso degli esami quali momento di passaggio verso un nuovo percorso di vita, quindi da intendere come momenti di riflessione comune e confronto, che non può essere condizionato dalla intenzione della scuola di conformare al proprio modello culturale e ai propri codici interpretativi proprio quella variegata realtà degli studenti che, almeno teoricamente, essa stessa riconosce come infinitamente differenziata al proprio interno e, proprio per questo, degna di attenzioni personalizzate e individualizzate.

Giugno 2019

Giugno 2019

Editoriale

Problematica del bullismo a scuola e iniziative ordinamentali del Governo

di Luciano Lelli

 

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: approfondimenti

Prevenire il bullismo: a scuola si può e si deve

di Ivana Summa

 

Il bullismo a scuola: una questione educativa

di Feldia Loperfido e Giuseppe Ritella

 

I PON tra progetti avviati e fondi non spesi 

di Elisabetta Imperato

 

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: attualità

La scuola possibile (intervista a Luigi Berlinguer)

di Katia Branduardi

 

Cosa sono i progetti PON

di Antonello Pace

 

SCUOLA DELL’INFANZIA

Dal bosco degli gnomi le parole della cura, del rispetto e... dell’attenzione per l’altro e per l’ambiente

di Sabrina Devona

 

“Maestra, il bullo è uno che fa il prepotente”

di Nicoletta Calzolari

 

SCUOLA PRIMARIA

Quando il bullismo si tinge di rosa

di Emanuela Cren

 

Il cuore e la bottiglia

di Gheti Valente

 

SCUOLA SECONDARIA I GRADO

Bullismo e cyberbullismo: caratteriche li accomunano e li distinguono

di Marco Bardelli

 

L’arte di descrivere, di essere nel mondo

di Michela Agazzani

 

Prevenire il bullismo: si può!

di Barbara Droghini

 

SCUOLA SECONDARIA II GRADO

Mettere in fila le idee

di Laura Azzoni

 

Cambiamenti climatici? Affrontiamoli con filosofia, anzi con la letteratura

di Anna Alemanno

 

ISTRUZIONE DEGLI ADULTI

Teatro in carcere: bisogno d’amore

di Lia Peretti

 

Rubriche

Maestri del PASSATO che parlano al PRESENTE

Il rinnovamento educativo e pedagogico di Giovanni Enrico Pestalozzi

di Nicola Serio

 

Scuole che innovano

Il Caffè Filosofico e Finanziario in un Istituto Tecnico-Professionale ad indirizzo commerciale

di Serena Selvaggia Pezone e Domenico Consoli

 

Arte Musica e Spettacolo

High Flying Bird, il sistema Nba e il cinema spiegato ai ragazzi

di Vincenzo Palermo

 

Legislazione e normativa scolastica

Il ruolo del presidente negli organi collegiali

di Anna Armone

 

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