FARE L’INSEGNANTE: UNA RIVISTA RINNOVATA

FARE L'INSEGNANTE N.1

Editoriale di Ivana Summa - FARE L’INSEGNANTE: UNA RIVISTA RINNOVATA

La nuova rivista vuole proporsi come guida e supporto all’innovazione didattica ed organizzativa, alla formazione dei docenti, al cambiamento non imposto ma frutto dell’autonomia di ricerca e sperimentazione di cui è titolare ciascun istituto scolastico autonomo

Ci risiamo. Inizia un nuovo anno scolastico, ma il discorso pubblico sulla scuola è infarcito dei soliti temi e problemi che hanno in comune la cifra della loro quasi inevitabile ricorsività: il costo dei libri di testo per le famiglie, la vetustà e l’insicurezza degli edifici scolastici, l’esercito di supplenti da reclutare tra i cento rivoli delle graduatorie, la carenza dei dirigenti scolastici e dei direttori amministrativi, le vaccinazioni contestate dai genitori... . Quest’anno si aggiunge un altro tema: il cambio di governo e, dunque, il cambio di ministro e sottosegretari che, come è facile prevedere, si apprestano ad arginare le emergenze, a cambiare ciò che hanno fatto i loro predecessori e, manco a dirlo, a promettere aumenti salariali agli insegnanti.

Ma soffermiamoci sulle emergenze perché, se sono tali da alcuni decenni, forse non lo sono più ed anzi rappresentano gli indicatori di problemi di natura strutturale che, tuttavia, sono straordinariamente utili per distogliere l’attenzione generale - lo “sguardo pubblico”,ovvero sociale e politico - sull’unico grande problema/tema della scuola italiana: l’inefficacia del nostro sistema scolastico in termini risultati di istruzione e formazione, sia in valori assoluti che nelle comparazioni internazionali. Infatti, il dibattito autunnale sulla scuola, coincidente con l’avvio dell’anno scolastico, dovrebbe riprendere con urgenza i temi e i problemi emersi a chiusura dell’anno scolastico appena passato e che ha visto accesi quanto stagionali interventi su due indicatori dello stato di salute del nostro sistema scolastico: i dati INVALSI e le prove d’esame conclusive della scuola secondaria di 2° grado, altrimenti conosciuti come esami di maturità.

I dati INVALSI, infatti, proprio nei primi giorni di settembre, sono stati restituiti alle scuole che li possono consultare nell’area riservata di pertinenza. Essi rappresentanouna solida panoramica sia globale sia dettagliata di ogni scuola. Da qui ogni singola scuola dovrebbe avviare un’analisi in grado di suggerire percorsi di ricerca, sperimentazione e sviluppo per realizzare quel miglioramento richiesto dalle norme e purtroppo poco praticato. Analizzando questi dati ogni istituto scolastico è in grado di individuare punti di forza e aspetti da migliorare attraverso i quali promuovere l’efficacia dell’azione educativa e la qualità degli apprendimenti, anche confrontando i propri risultati con le medie nazionali, regionali e della macroarea geografica e indagando sulle variabili di contesto che sono correlabili con gli esiti di apprendimento. Dunque, le scuole - i dirigenti scolastici, lo staff di direzione e il collegio dei docenti - dovrebbero avviare la progettazione educativa e didattica del curricolo d’istituto a partire da una accurata riflessione. Tuttavia sappiamo che le scuole, distratte da altre incombenze di tipo amministrativo, per quanto riguarda il curricolo d’istituto continuano a procedere con le precedenti pratiche didattiche (lezioni, studio sui libri di testo a casa, interrogazioni e verifiche in classe), salvo realizzare in modo aggiuntivo progetti di vario genere e di non verificata efficacia.

Per quanto riguarda l’esame di stato conclusivo del ciclo secondario, è necessario che i singoli istituti analizzino Indicazioni Nazionali e Linee Guida di riferimento per individuare i nuclei tematici di ciascuna disciplina, gli apprendimenti da promuovere e le modalità di verifica ad essi correlati. Insomma - anche se l’esame sarà ancora modificato perché come è facile immaginare, anche il nuovo ministro vorrà dire la sua - gli istituti superiori, comunque, dovranno fare i conti con le competenze in uscita, fin dal primo anno del quinquennio! Se non si procede in questo modo fin da subito riprogettando i curricoli, le scuole continueranno ad attendere le nuove norme, per poi sintonizzarsi alle nuove modalità, fra mille proteste amplificate dai media, sul nuovo esame finale.

In questo modo tutto resta come prima, perché il modo di insegnare e quello di apprendere restano i medesimi. La scuola continuerà a funzionare secondo la modalità dell’eterna attesa, mirabilmente rappresentata dall’opera di Samuel Becket “Aspettando Godot”, dramma che occupa un posto di rilievo nel cosiddetto “teatro dell’assurdo”.Gli esperti di scuola, o sedicenti tali, propongono riforme epocali di vario genere (molto gettonata quella intitolata “Ritorno al passato”!), mentre le scuole resteranno sempre in attesa di decreti e di circolari. L’attesa distrugge il presente e il futuro, cristallizzando ciò che si fa, agganciandolo al passato e al futuro. C’è speranza?

 

Una rivista rinnovata

Dopo due annate, proprio partendo da considerazioni simili a quelle finora esposte, abbiamo deciso - fermo restando la denominazione della testata - di fare un salto di qualità, in verità un po’ ambizioso, in quanto la rivista vuole proporsi come guida e supporto all’innovazione didattica ed organizzativa, alla formazione dei docenti, al cambiamento non imposto ma frutto dell’autonomia di ricerca e sperimentazione di cui è titolare ciascun istituto scolastico autonomo. Come persone di scuola siamo convinte che sia necessario attivare ed accompagnare lo sforzo progettuale delle scuole che, a forza di continui input ministeriali, rischiano di perdere il senso stesso del loro agire, burocratizzandosi al solo scopo di rispondere (beninteso, soprattutto sul piano formale!) alle richieste del RAV, del SNV, PTOF PON, ecc. Dare senso progettuale a tutte queste azioni, che impegnano le scuole nella loro elaborazione, è urgente, altrimenti tutte le innovazioni metodologiche, didattiche e valutative sono destinate ad essere assimilate alle precedenti pratiche. Si veda, in tal senso, l’esame di stato del 2° ciclo che, di fatti, non riesce a certificare competenze.

Eppure, con l’autonomia, le scuole dovrebbero funzionare come un sistema organizzato per migliorare continuamente e gli insegnanti dovrebbero riconoscersi e ad agire dentro la progettualità della scuola, descritta nel PTOF. Peraltro, questa gestione unitaria dell’insegnamento è affidata ai dirigenti scolastici e materialmente a quegli insegnanti che, come figure intermedie, presidiano l’organizzazione della didattica. Essi, senza dubbio, rappresentano il target di riferimento per la rivista perché concretamente si fanno carico, sia pure in modi diversi da scuola a scuola, di attivare i cambiamenti che entrano nel cuore della didattica.

Riteniamo che la nuova identità della rivista sia ben rappresentata fin da questo numero che è il primo di una scansione bimestrale, scelta anche per dare più tempo alle scuole di utilizzare la rivista anche diffondendola innanzitutto all’interno della propria scuola.

Vi invitiamo a leggere con attenzione tutti i contributi, cominciando proprio da quelle che riteniamo molto attuali e degni di riflessione. L’intervista al dott. Paolo Mazzoli, direttore dell’INVALSI, è rivolta alle scuole che, dai dati delle prove, debbono trarre la spinta per migliorare. Ma anche il contributo di Cristina Bonagliava in questa direzione, forte della propria esperienza di dirigente scolastica che ha praticato il miglioramento e delle esperienze di valutazione che continua a fare nelle scuole visitate.

Oltre a riflettere sull’attuale ordinamento della scuola di base con Gabriele Benassie sulla professionalità docente con Paolo Calidoni, gli altri contributi si inscrivono soprattutto nel filone dell’acquisizione delle competenze richieste sia normativamente - Indicazioni Nazionali e Linee Guida, certificazione di competenze scandita dai cicli dei diversi gradi di scuola - sia dal mondo del lavoro e dalla società in generale.

In questa prospettiva citiamo soprattutto i contributi inseriti nel settore che abbiamo denominato “Il curricolo per competenze: progettazione, didattica, valutazione” e nel quale riportiamo attività realizzate da insegnanti che lavorano proprio in questa direzione.

Infine, ci sono le Rubricheche vogliono davvero dare un supporto alle scuole: per non rinunciare al cambiamento (Scuole che innovano); per utilizzare le norme per dare legittimità alle attività delle scuole (Il dirigente e il suo staff, tra norma ed organizzazione); per mettere in campo la progettualità (Un curricolo per l’arte, la musica, il cinema, il teatro, la letteratura); per far crescere la professionalità di tutti gli operatori attraverso la lettura delle novità che troviamo nelle librerie, perché senza cultura non c’è speranza di migliorare il nostro sistema scolastico.X

 

Febbraio 2020

Febbraio 2020

Editoriale

Il coraggio di fare scuola

di Ivan Summa

 

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: l’attualità

La scuola va a scuola. Lo sviluppo di competenze per un management delle risorse umane

di Feldia Loperfido e Giuseppe Ritella

 

Riflessioni sulla valutazione nella scuola digitale del XXI secolo

di Carmelina Maurizio

 

Le competenze chiave per l’apprendimento permanente tra ordinamenti e curricoli reali

di Maria Grazia Accorsi

 

TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: riflessioni

Progettare per competenze: nel cantiere di un “bricoleur”

di Andrea Porcarelli

 

Le discipline ovvero il «sapere esperto»

di Flavia Marostica  

 

Basta una LIM per rendere interattiva la didattica?

di Paolo Calidoni  

 

LE COMPETENZE: progettazione, didattica, valutazione

L’Autovalutazione nella progettazione curriculare

di Loredana De Simone  

 

Il curricolo per competenze nella scuola dell’infanzia e del 1° ciclo

“Suoni, volti e colori delle emozioni”

di Nicoletta Calzolari  

 

Diventare progettisti dell’apprendimento: un percorso a ritroso

di Fiorella Calò

 

Il curricolo per competenze nella scuola del 2° ciclo

Scuola e famiglia: un’alleanza da costruire dentro i curricoli della scuola 

di Marco Pellizzoni e Stefania Borra  

 

Il curricolo per competenze nella scuola degli adulti

L’apprendimento significativo e il ruolo del docente

di Nicoletta Morbioli  

 

Rubriche

Esperienze DIGITALI

La web radio in classe per lavorare sull’oralità

di Gabriele Benassi  

 

Scuole che INNOVANO

Promozione della cultura del rispetto dell’ambiente e della sicurezza nella scuola

di Paola Calenda    

 

Il CURRICOLO della CREATIVITà

Il patrimonio culturale come strumento per l’educazione civica

di Nicoletta Tomba  

 

Il DIRIGENTE e il suo STAFF

Il romanzo (a puntate) della formazione dei docenti

di Anna Armone

 

LIBRI di SCUOLA LIBRI per la SCUOLA

Un piccolo libro per grandi riflessioni sull’educazione alla cittadinanza

di Flavia Marostica

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