EDITORIALE FARE L'INSEGNANTE N. 5 MAGGIO 2026

Fare l’insegnante: una professione in “tensione”
Editoriale di Ivana Summa
È possibile individuare una prospettiva che ci consenta di disegnare come si concretizza, nelle nostre scuole, il “fare l’insegnante”? Nel passaggio tra le descrizioni normative e contrattuali della professionalità docente e il suo farsi quotidiano si verifica una pluralità di interpretazioni, in parte dovute al loro coniugarsi in rapporto ai diversi gradi di scuola che accolgono alunni di età molto diverse e, in parte, alla persona dello stesso insegnante, con le sue competenze che riguardano anche aspetti relazionali. A tutto ciò oggi è necessario aggiungere la turbolenza sociale di quest’ultimo decennio che, per amor di sintesi, descriviamo come un flusso frenetico e continuo di innovazione tecnologica e, in particolare, la rivoluzione digitale e dei dati che induce trasformazioni non solo nei comportamenti di tutti noi, e perfino nel nostro modo di osservare e comprendere il mondo. Il cambiamento della professionalità docente oggi è diventato una necessità per sopravvivere cercando di dare risposte adeguate, ma ciò comporta una “tensione” sovraccarica di emozioni come ansia, paura dei rischi, spaesamento di fronte ad un cambiamento sociale irruente e poliedrico, di cui è complesso per tutti stabilire la direzione o, meglio, le direzioni. Tensione che, è bene sottolinearlo, è una caratteristica di ogni singolo docente, che la vive con sfumature diverse, negative e/o positive, ma sempre irrisolta nel tentativo di un bilanciamento tra le rassicuranti vecchie pratiche e le nuove generate dalla propria professionalità, agendo in un continuo flusso di norme che piovono dall’alto. Il nodo fondamentale per la scuola si addensa intorno all’intreccio del processo di insegnamento con quello dell’apprendimento, del come insegnare e del che cosa insegnare: il come riguarda soprattutto le scelte collegiali ed individuali, il cosa riguarda soprattutto i decisori centrali che hanno il potere di definire le linee guida entro cui le scuole dovrebbero muoversi, tra autonomia scolastica e libertà di insegnamento. Ma gli insegnanti, che lavorano nelle migliaia di scuole sparse su un territorio nazionale quanto mai vario, non operano in un vuoto sociale; debbono fare i conti con le realtà con cui si confrontano quotidianamente: la tipologia di scuola/istituto, la composizione del personale docente, le modalità di conduzione delle scuole da parte del dirigente scolastico, gli alunni, le famiglie, la composizione del territorio sia a livello di istituzioni (regione, comuni) che di presenza di risorse materiali ed immateriali.
FARE L'INSEGNANTE N. 5 MAGGIO 2026

EDITORIALE Ivana Summa
Fare l’insegnante: una professione in “tensione”
È possibile individuare una prospettiva che ci consenta di disegnare come si concretizza, nelle nostre scuole, il “fare l’insegnante”? Nel passaggio tra le descrizioni normative e contrattuali della professionalità docente e il suo farsi quotidiano si verifica una pluralità di interpretazioni, in parte dovute al loro coniugarsi in rapporto ai diversi gradi di scuola che accolgono alunni di età molto diverse e, in parte, alla persona dello stesso insegnante, con le sue competenze che riguardano anche aspetti relazionali.
TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: l’attualità
AISO: un Outdoor immersivo e solidale Andrea Porcarelli
Per una professionalità docente Renato Candia
Come sono gli insegnanti oggi Gian Carlo Sacchi
TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: riflessioni
Incontro formativo sulla Gestione dei Viaggi di Istruzione
Il corso fornisce a Dirigenti Scolastici, DSGA, docenti accompagnatori e referenti di plesso un quadro completo, operativo e aggiornato sulla corretta gestione dei Viaggi di Istruzione, dalla progettazione alla fase esecutiva. A partire dalle premesse normative e giuridiche sulla vigilanza scolastica, vengono illustrate le responsabilità di scuola e personale, le regole di condotta, gli adempimenti amministrativi e le procedure necessarie per garantire sicurezza, trasparenza e conformità alla normativa vigente.Incontri formativi sull'Inclusione scolastica
Questo incontro rappresenta il primo appuntamento di un ciclo di formazione: nei webinar saranno approfonditi ulteriori strumenti, casi concreti, pratiche inclusive e modelli organizzativi per offrire ai docenti, dirigenti e operatori scolastici un percorso progressivo e strutturato di crescita professionale sul processo di inclusione scolastica, dal PEI alla progettazione didattica quotidiana.
Attraverso un percorso che unisce quadro normativo, modelli pedagogici e strumenti di lavoro, si approfondiranno le diverse tipologie di programmazione (ordinaria, personalizzata e differenziata), il modello bio-psico-sociale, la strutturazione del PEI, le dinamiche del GLO e l’organizzazione degli ambienti di apprendimento.
Ampio spazio sarà dedicato alle metodologie inclusive – cooperative learning, peer tutoring, flipped classroom, circle time, mastery learning – e al ruolo della co-docenza come leva per migliorare la qualità dell’insegnamento. Verrà inoltre valorizzata la ricerca-azione come metodo professionale per innovare pratiche, progettazioni e relazioni educative.
Relatori: Dott. Tullio Faia e Avv. Stefano Callà
Incontri formativi su periodo di formazione e prova
Il corso offre un’analisi sistematica e aggiornata del percorso di formazione e del periodo annuale di prova del personale docente neoassunto e dei docenti che ottengono il passaggio di ruolo, alla luce delle più recenti innovazioni normative e degli orientamenti giurisprudenziali consolidati.
Il corso approfondisce inoltre l’integrazione del percorso di prova con la formazione finanziata dal PNRR, con specifico riferimento all’obbligo di frequenza dei moduli sulla didattica digitale integrata, sulla transizione digitale e sulle nuove competenze e nuovi linguaggi, nonché alle modalità di registrazione e certificazione delle attività sulla piattaforma “Scuola Futura”.
Completano il percorso formativo richiami agli orientamenti giurisprudenziali più significativi, utili a comprendere l’evoluzione interpretativa delle norme e i profili di possibile contenzioso in caso di irregolarità procedurali.
Relatori: Dott. Tullio Faia e Avv. Stefano Callà
Snodi formativi per la transizione digitale sull'utilizzo dell'intelligenza artificiale nella scuola
Si fa riferimento all'Avviso MIM prot. 0073226 del 27.03.2026 – PNRR M4C1 Investimento 2.1 – Snodi formativi per la transizione digitale sull'utilizzo dell'intelligenza artificiale nella scuola per informare che la Casa Editrice Euroedizioni - divisione formazione - organizza dei corsi di formazione finalizzati alla progettazione di Snodi formativi per la transizione digitale sull'utilizzo dell'intelligenza artificiale nella scuola – PNRR M4C1 Investimento 2.1.
In allegato il progetto formativo, redatto da Euroedizioni, calibrato per ridurre al minimo il carico sul personale scolastico, nel pieno rispetto dei requisiti dell'Avviso:
- Modulo A (percorsi teorici) interamente online: video-lezioni asincrone fruibili in autonomia da pc o smartphone, con un unico webinar live di 2 ore per edizione – senza impatto sull'orario di servizio
- Modulo B (laboratori sul campo) concentrato in giornate intensive singole da 6 ore, collocabili in sabati o giornate di programmazione già previste in calendario – zero supplenze, zero chiusure di classi
- Copertura normativa completa: AI Act, D.M. 166/2025, GDPR, DigComp 3.0 e DigCompEdu
- Gestione integrale della rendicontazione PNRR: piattaforme, attestati, dichiarazioni UCS, reportistica
La candidatura viene presentata dalla scuola sulla piattaforma Futura PNRR – Gestione Progetti (pnrr.istruzione.it). Euroedizioni supporta il Dirigente Scolastico e il DSGA in ogni fase della compilazione del formulario, inclusa la generazione del CUP.
Il coordinamento scientifico e didattico di tutte le attività formative previste dal progetto sarà svolto da personale qualificato, scelto da Euroedizioni, con specifica competenza nell’applicazione dell’IA in ambito educativo e nella progettazione di percorsi formativi per il personale scolastico, che assicura la piena coerenza dei percorsi con i requisiti dell’Avviso MIM prot. 0073226/2026, con le Linee guida sull’IA nelle scuole (D.M. 166/2025) e con il quadro normativo europeo (AI Act, Reg. UE 2024/1689).
Considerata l'imminenza della scadenza, chiediamo di manifestare il proprio interesse entro il 14 aprile 2026, così da consentire il completamento del formulario nei termini previsti.
Euroedizioni
Questo indirizzo email รจ protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
EDITORIALE FARE L'INSEGNANTE N. 4 APRILE 2026

Una scuola ad alta tensione formativa
Editoriale di Ivana Summa
Ma l’alunno/allievo/scolaro/studente che abita le nostre scuole, chi è? È un essere reale o un costrutto teorico, frutto di una proiezione collettiva o di una rappresentazione retorica funzionale a finalità politiche, a volte estranee alle finalità costituzionali? Leggendo la cronaca e gli interventi di maître à penser e politici, ma anche decreti e circolari ministeriali dettati da criteri emergenziali e punitivi, si resta stupiti dalla rappresentazione sociale dei nostri figli che si inferisce. A delineare meglio questa idea contribuisce anche un numero sempre crescente di insegnanti che si lamentano degli atteggiamenti e comportamenti dei giovani che, troppo spesso, non consentono loro di insegnare. Ne consegue un’immagine pubblica di impotenza e di inadeguatezza della scuola, tanto che il ministero, per aiutare e difendere gli insegnanti (sic!), ha messo in piedi una sorta di pronto soccorso giuridico emanando norme prêt à porter: si istituisce “un referente per il bullismo”, si coinvolgono specialisti esterni, si aggiunge una disciplina in un curriculo scolastico già overload, si vieta l’uso dello smartphone, si rafforza il sistema delle sanzioni disciplinari, si propone il controllo preventivo prima di oltrepassare le mura scolastiche.
Questi interventi “tampone” seguono una logica di tipo politico, perché l’effetto atteso è quello di rassicurare la società con risposte rapide a bisogni creati e rilevati dagli stessi mass-media. L’ipotesi, alla base dei diversi provvedimenti, è quella che questi problemi si risolvono gestendo i comportamenti giovanili attraverso il controllo, la repressione, l’assoggettamento. Siamo di fronte ad una nuova pedagogia di stato che, in passato, si ispirava ai più grandi pedagogisti del ‘900 e che ora porta avanti una sorta di pedagogia del buon senso che rimanda a pratiche del passato in una fase storica della nostra società profondamente cambiata. Sappiamo, invece, che questi comportamenti giovanili, più eclatanti quando appaiono dentro le mura scolastiche, hanno robuste radici nella qualità delle relazioni affettive in famiglia e nelle comunità nelle fasi evolutive della vita in cui prendono corpo le basi dell’identità personale e della conseguente presenza nel mondo.
FARE L'INSEGNANTE N. 4 APRILE 2026

EDITORIALE Ivana Summa
Una scuola ad alta tensione formativa
Ma l’alunno/allievo/scolaro/studente che abita le nostre scuole, chi è? È un essere reale o un costrutto teorico, frutto di una proiezione collettiva o di una rappresentazione retorica funzionale a finalità politiche, a volte estranee alle finalità costituzionali? Leggendo la cronaca e gli interventi di maître à penser e politici, ma anche decreti e circolari ministeriali dettati da criteri emergenziali e punitivi, si resta stupiti dalla rappresentazione sociale dei nostri figli che si inferisce....
TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: l’attualità
Fuochi da accendere Andrea Porcarelli
Studenti di oggi, generazioni diverse Bruno Lorenzo Castrovinci
Educare con cura: rimettere gli alunni al cuore della scuola Eva Raffaella Maria Nicolò
La rappresentanza studentesca istituzionale Federica Pilotti e Emanuele Bertoni
TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: riflessioni
EDITORIALE FARE L'INSEGNANTE N. 3 GENNAIO 2026

Autonomia, ultima chiamata
Editoriale di Ivana Summa
Quante volte, in questi ultimi venticinque anni trascorsi dopo l’attribuzione dell’autonomia, abbiamo pensato che questa riforma rivoluzionaria – nel senso autentico del termine – non era mai veramente partita, ma si era limitata ad essere realizzata come progettazione di attività di contorno, senza intaccare il curricolo d’istituto e, di conseguenza, il modo stesso di essere e fare scuola? Infatti, la progettualità della scuola si è espressa prevalentemente come progettazione che, essendo l’adattamento locale di una modellistica nazionale, è identica alla precedente programmazione, comunque strumentale a risolvere localmente problemi organizzativi e didattici collegati con le scelte differenziate delle famiglie e con le disponibilità di alcuni insegnanti. I soggetti istituzionali del territorio sono rimasti confinati ad un ruolo marginale e di tipo logistico, mentre si continua ad assistere ad un centro – il ministero – che ha continuato saldamente a controllare i bottoni del comando, governando e gestendo il variopinto sistema delle autonomie scolastiche, con il dichiarato nobile scopo di guidarle e ricomporle nell’ambito di un prioritario progetto nazionale.
Questo il quadro generale che emerge oggi, a cui bisogna aggiungere però che l’autonomia è partita con docenti non preparati istituzionalmente ad una professionalità, basata sulla nuova competenza progettuale, intesa come capacità di costruire ipotesi strategiche innovative che esaltino la specificità del contesto e ne valorizzino le potenzialità. La progettualità non è l’adeguamento ad una norma, ma la capacità di costruire un progetto di scuola legato al contesto; senza progettualità non possono esserci né progetti di miglioramento né attività aggiuntive. Se la progettualità rappresenta la capacità di prefigurare, mentalmente prima e in un artefatto poi, l’azione che si andrà a compiere, la progettazione successiva delle singole azioni diventa lo strumento che permette alle scuole di collegare il generale al locale: all’ interno con interventi mirati e coerenti con i processi di miglioramento ed innovazione e, all’ esterno, ovvero sul territorio, attraverso una coprogettazione dell’offerta formativa. Tutto ciò è chiaramente normato dall’articolo 1, c. 1 del D.P.R. n. 275/1999, : “Le istituzioni scolastiche sono espressioni di autonomia funzionale e provvedono alla definizione e alla realizzazione dell’offerta formativa, nel rispetto delle funzioni delegate alle Regioni e dei compiti e funzioni trasferiti agli enti locali, ai sensi degli articoli 138 e 139 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112. A tal fine interagiscono tra loro e con gli enti locali promuovendo il raccordo e la sintesi tra le esigenze e le potenzialità individuali e gli obiettivi nazionali del sistema di istruzione”. Proprio da tali interazioni prende forma il Piano dell'offerta formativa che è “il documento fondamentale costitutivo dell’identità culturale e progettuale delle istituzioni scolastiche ed esplicita la progettazione curricolare, extracurricolare, educativa ed organizzativa che le singole scuole adottano nell'ambito della loro autonomia. Il Piano dell'offerta formativa è coerente con gli obiettivi generali ed educativi dei diversi tipi e indirizzi di studi determinati a livello nazionale a norma dell'articolo 8 e riflette le esigenze del contesto culturale, sociale ed economico della realtà locale, tenendo conto della programmazione territoriale dell'offerta formativa (art.3, D.P.R. n. 275/1999).
FARE L'INSEGNANTE N. 3 GENNAIO 2026

EDITORIALE Ivana Summa
Autonomia, ultima chiamata
Quante volte, in questi ultimi venticinque anni trascorsi dopo l’attribuzione dell’autonomia, abbiamo pensato che questa riforma rivoluzionaria – nel senso autentico del termine – non era mai veramente partita, ma si era limitata ad essere realizzata come progettazione di attività di contorno, senza intaccare il curricolo d’istituto e, di conseguenza, il modo stesso di essere e fare scuola?
TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: l’attualità
Professioni educative e responsabilità etica: per una deontologia oltre la scuola Andrea Porcarelli
Autonomia scolastica: cosa manca e cosa resta (da fare) Renato Candia
Autonomia scolastica 25 anni dopo Gian Carlo Sacchi
TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: riflessioni
Liberi di essere: la pedagogia di genere per prevenire stereotipi di violenza Eva Raffaella Maria Nicolò
Nuovo Bando 2025/26: rimborso abbonamenti a quotidiani e riviste per le scuole
Come ogni anno, le istituzioni scolastiche statali e paritarie hanno a disposizione un’importante opportunità per sostenere l’aggiornamento e la formazione del personale: il rimborso per l’acquisto di abbonamenti a quotidiani, periodici, riviste scientifiche e di settore (anche in formato digitale).
Il contributo è stato reso stabile, e non più temporaneo, conformemente all’art. 1, comma 389 della legge 160/2019, come modificato dall’art. 1, comma 320 della legge 213/2023.
La grande novità: il contributo è collegato all’anno scolastico (non più all’anno solare) e vale per tutte le scuole, senza distinzione di ordine o grado.
Periodo per presentare la domanda: dal 10 dicembre 2025 al 16 marzo 2026
Le domande devono essere firmate digitalmente dal Dirigente scolastico e indirizzate al Dipartimento per l’informazione e l’editoria.
Il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) comunicherà le modalità operative per la trasmissione informatica delle domande.
EDITORIALE FARE L'INSEGNANTE N. 2 NOVEMBRE 2025

Scuole che pensano, tra cambiamenti, riforme ed innovazioni
Editoriale di Ivana Summa
Questo numero della rivista contiene molti contributi che riguardano le Indicazioni Nazionali del 2025, sulle quali chi lavora dentro le scuole dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione continua a riflettere evidenziando i punti di criticità e le possibili integrazioni con le proprie scelte educative, didattiche e curriculari. Gli autori dei saggi, poiché sono tutte persone di scuola, ci dicono essenzialmente una cosa: come fare ad innestare il nuovo proposto nelle I.N., dal momento che non nasce come miglioramento dell’esistente? L’esistente, infatti, nei casi riportati in questo numero della rivista, ci dice che ci sono scuole ed insegnanti che già da molti anni hanno elaborato visioni strategiche, didattiche innovative, approcci metodologici coerenti con una conoscenza interdisciplinare, semplicemente avvalendosi degli spazi concessi, per un verso, dall’autonomia di ricerca, sperimentazione e sviluppo (art. 6 del DPR n. 275/1999) e, per un altro, dall’art. 8 del decreto citato che prevede la progettazione curriculare di Indicazioni Nazionali e Linee Guida, emanate dal Ministro. Purtroppo, questo stato di cose non può essere generalizzato, perché poche sono le scuole e limitato il numero di insegnanti che, avendo contezza della propria discrezionalità professionale e delle potenzialità dell’autonomia scolastica, fino ad oggi hanno saputo tracciare i sentieri dell’innovazione, inevitabile di fronte ai molteplici e tumultuosi cambiamenti sociali.
E proprio di questi cambiamenti è necessario ragionare per comprendere che non sono affrontabili separatamente, ma in modo integrato perché, come è agevole intuire, sono interconnessi. Innanzitutto, individuiamo i cambiamenti tecnologici, anche nella scuola, riguardano sia i processi (l’insegnamento e l’apprendimento) che i prodotti (competenze cognitive, emotive, sociali). Infatti, la seconda tipologia riguarda proprio i cambiamenti di prodotto che investono tutti i settori della società, riguardando sia le forme sociali del vivere che il mondo del lavoro e delle professioni. Ma dobbiamo considerare anche i cambiamenti culturali, perché, proprio in questi ultimi anni, stanno cambiando i modi stessi di pensare, i valori di riferimento, i comportamenti individuali e le interazioni sociali. Un discorso a parte meritano i cambiamenti culturali che riguardano le istituzioni che, proprio come le nostre scuole, fanno fatica ad affrontare la realtà emergente perché le pubbliche amministrazioni funzionano attraverso le routine organizzative sostenute dalla persistente cultura burocratica dell’adempimento, spesso fine a se stesso. Infine, ma non ultime, dobbiamo evidenziare i cambiamenti strategici nelle politiche degli stati, delle istituzioni, dei player economici. La scuola viene coinvolta in un primo epocale cambiamento strategico 25 anni fa con l’attribuzione dell’autonomia alle scuole e, in questi ultimi tre anni, da un altro cambiamento strategico, meno dirompente sul piano dell’identità strutturale delle scuole, ma molto potente perché entra a gamba tesa nei processi formativi. Ci riferiamo alle Indicazioni Nazionali del 2025 e a tutte le disposizioni normative che prevedono un vero e proprio cambiamento di rotta, proposto/imposto attraverso norme di vario tipo, ma sempre intrusive sia sul piano della libertà di insegnamento, che su quello dell’autonomia didattica.
FARE L'INSEGNANTE N. 2 NOVEMBRE 2025

EDITORIALE Ivana Summa
Scuole che pensano, tra cambiamenti, riforme ed innovazioni
Questo numero della rivista contiene molti contributi che riguardano le Indicazioni Nazionali del 2025, sulle quali chi lavora dentro le scuole dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione continua a riflettere evidenziando i punti di criticità e le possibili integrazioni con le proprie scelte educative, didattiche e curriculari.
TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: l’attualità
Il coraggio e la responsabilità della scelta Eva Raffaella Maria Nicolò
Il perimetro della curricolarità Stefano Stefanel
Indicazioni Nazionali 2025: frasi e parole per riflettere sulla Scuola dell’Infanzia Nicoletta Calzolari
TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: riflessioni
La progettazione didattica... Scuola dell'"inclusione" o scuola dell'"unità"? Giusy Lulì
Trasformare i sudditi in cittadini: il cambiamento dal basso nella scuola Maria Salvia
Base neurologica del disagio degli adolescenti nell'era digitale Pirchia Schildkraut
Le competenze: progettazione, didattica, valutazione




















