EDITORIALE FARE L'INSEGNANTE N. 3 GENNAIO 2026

Autonomia, ultima chiamata
Editoriale di Ivana Summa
Quante volte, in questi ultimi venticinque anni trascorsi dopo l’attribuzione dell’autonomia, abbiamo pensato che questa riforma rivoluzionaria – nel senso autentico del termine – non era mai veramente partita, ma si era limitata ad essere realizzata come progettazione di attività di contorno, senza intaccare il curricolo d’istituto e, di conseguenza, il modo stesso di essere e fare scuola? Infatti, la progettualità della scuola si è espressa prevalentemente come progettazione che, essendo l’adattamento locale di una modellistica nazionale, è identica alla precedente programmazione, comunque strumentale a risolvere localmente problemi organizzativi e didattici collegati con le scelte differenziate delle famiglie e con le disponibilità di alcuni insegnanti. I soggetti istituzionali del territorio sono rimasti confinati ad un ruolo marginale e di tipo logistico, mentre si continua ad assistere ad un centro – il ministero – che ha continuato saldamente a controllare i bottoni del comando, governando e gestendo il variopinto sistema delle autonomie scolastiche, con il dichiarato nobile scopo di guidarle e ricomporle nell’ambito di un prioritario progetto nazionale.
Questo il quadro generale che emerge oggi, a cui bisogna aggiungere però che l’autonomia è partita con docenti non preparati istituzionalmente ad una professionalità, basata sulla nuova competenza progettuale, intesa come capacità di costruire ipotesi strategiche innovative che esaltino la specificità del contesto e ne valorizzino le potenzialità. La progettualità non è l’adeguamento ad una norma, ma la capacità di costruire un progetto di scuola legato al contesto; senza progettualità non possono esserci né progetti di miglioramento né attività aggiuntive. Se la progettualità rappresenta la capacità di prefigurare, mentalmente prima e in un artefatto poi, l’azione che si andrà a compiere, la progettazione successiva delle singole azioni diventa lo strumento che permette alle scuole di collegare il generale al locale: all’ interno con interventi mirati e coerenti con i processi di miglioramento ed innovazione e, all’ esterno, ovvero sul territorio, attraverso una coprogettazione dell’offerta formativa. Tutto ciò è chiaramente normato dall’articolo 1, c. 1 del D.P.R. n. 275/1999, : “Le istituzioni scolastiche sono espressioni di autonomia funzionale e provvedono alla definizione e alla realizzazione dell’offerta formativa, nel rispetto delle funzioni delegate alle Regioni e dei compiti e funzioni trasferiti agli enti locali, ai sensi degli articoli 138 e 139 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112. A tal fine interagiscono tra loro e con gli enti locali promuovendo il raccordo e la sintesi tra le esigenze e le potenzialità individuali e gli obiettivi nazionali del sistema di istruzione”. Proprio da tali interazioni prende forma il Piano dell'offerta formativa che è “il documento fondamentale costitutivo dell’identità culturale e progettuale delle istituzioni scolastiche ed esplicita la progettazione curricolare, extracurricolare, educativa ed organizzativa che le singole scuole adottano nell'ambito della loro autonomia. Il Piano dell'offerta formativa è coerente con gli obiettivi generali ed educativi dei diversi tipi e indirizzi di studi determinati a livello nazionale a norma dell'articolo 8 e riflette le esigenze del contesto culturale, sociale ed economico della realtà locale, tenendo conto della programmazione territoriale dell'offerta formativa (art.3, D.P.R. n. 275/1999).
FARE L'INSEGNANTE N. 3 GENNAIO 2026

EDITORIALE Ivana Summa
Autonomia, ultima chiamata
Quante volte, in questi ultimi venticinque anni trascorsi dopo l’attribuzione dell’autonomia, abbiamo pensato che questa riforma rivoluzionaria – nel senso autentico del termine – non era mai veramente partita, ma si era limitata ad essere realizzata come progettazione di attività di contorno, senza intaccare il curricolo d’istituto e, di conseguenza, il modo stesso di essere e fare scuola?
TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: l’attualità
Professioni educative e responsabilità etica: per una deontologia oltre la scuola Andrea Porcarelli
Autonomia scolastica: cosa manca e cosa resta (da fare) Renato Candia
Autonomia scolastica 25 anni dopo Gian Carlo Sacchi
TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: riflessioni
Liberi di essere: la pedagogia di genere per prevenire stereotipi di violenza Eva Raffaella Maria Nicolò
Nuovo Bando 2025/26: rimborso abbonamenti a quotidiani e riviste per le scuole
Come ogni anno, le istituzioni scolastiche statali e paritarie hanno a disposizione un’importante opportunità per sostenere l’aggiornamento e la formazione del personale: il rimborso per l’acquisto di abbonamenti a quotidiani, periodici, riviste scientifiche e di settore (anche in formato digitale).
Il contributo è stato reso stabile, e non più temporaneo, conformemente all’art. 1, comma 389 della legge 160/2019, come modificato dall’art. 1, comma 320 della legge 213/2023.
La grande novità: il contributo è collegato all’anno scolastico (non più all’anno solare) e vale per tutte le scuole, senza distinzione di ordine o grado.
Periodo per presentare la domanda: dal 10 dicembre 2025 al 16 marzo 2026
Le domande devono essere firmate digitalmente dal Dirigente scolastico e indirizzate al Dipartimento per l’informazione e l’editoria.
Il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) comunicherà le modalità operative per la trasmissione informatica delle domande.
EDITORIALE FARE L'INSEGNANTE N. 2 NOVEMBRE 2025

Scuole che pensano, tra cambiamenti, riforme ed innovazioni
Editoriale di Ivana Summa
Questo numero della rivista contiene molti contributi che riguardano le Indicazioni Nazionali del 2025, sulle quali chi lavora dentro le scuole dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione continua a riflettere evidenziando i punti di criticità e le possibili integrazioni con le proprie scelte educative, didattiche e curriculari. Gli autori dei saggi, poiché sono tutte persone di scuola, ci dicono essenzialmente una cosa: come fare ad innestare il nuovo proposto nelle I.N., dal momento che non nasce come miglioramento dell’esistente? L’esistente, infatti, nei casi riportati in questo numero della rivista, ci dice che ci sono scuole ed insegnanti che già da molti anni hanno elaborato visioni strategiche, didattiche innovative, approcci metodologici coerenti con una conoscenza interdisciplinare, semplicemente avvalendosi degli spazi concessi, per un verso, dall’autonomia di ricerca, sperimentazione e sviluppo (art. 6 del DPR n. 275/1999) e, per un altro, dall’art. 8 del decreto citato che prevede la progettazione curriculare di Indicazioni Nazionali e Linee Guida, emanate dal Ministro. Purtroppo, questo stato di cose non può essere generalizzato, perché poche sono le scuole e limitato il numero di insegnanti che, avendo contezza della propria discrezionalità professionale e delle potenzialità dell’autonomia scolastica, fino ad oggi hanno saputo tracciare i sentieri dell’innovazione, inevitabile di fronte ai molteplici e tumultuosi cambiamenti sociali.
E proprio di questi cambiamenti è necessario ragionare per comprendere che non sono affrontabili separatamente, ma in modo integrato perché, come è agevole intuire, sono interconnessi. Innanzitutto, individuiamo i cambiamenti tecnologici, anche nella scuola, riguardano sia i processi (l’insegnamento e l’apprendimento) che i prodotti (competenze cognitive, emotive, sociali). Infatti, la seconda tipologia riguarda proprio i cambiamenti di prodotto che investono tutti i settori della società, riguardando sia le forme sociali del vivere che il mondo del lavoro e delle professioni. Ma dobbiamo considerare anche i cambiamenti culturali, perché, proprio in questi ultimi anni, stanno cambiando i modi stessi di pensare, i valori di riferimento, i comportamenti individuali e le interazioni sociali. Un discorso a parte meritano i cambiamenti culturali che riguardano le istituzioni che, proprio come le nostre scuole, fanno fatica ad affrontare la realtà emergente perché le pubbliche amministrazioni funzionano attraverso le routine organizzative sostenute dalla persistente cultura burocratica dell’adempimento, spesso fine a se stesso. Infine, ma non ultime, dobbiamo evidenziare i cambiamenti strategici nelle politiche degli stati, delle istituzioni, dei player economici. La scuola viene coinvolta in un primo epocale cambiamento strategico 25 anni fa con l’attribuzione dell’autonomia alle scuole e, in questi ultimi tre anni, da un altro cambiamento strategico, meno dirompente sul piano dell’identità strutturale delle scuole, ma molto potente perché entra a gamba tesa nei processi formativi. Ci riferiamo alle Indicazioni Nazionali del 2025 e a tutte le disposizioni normative che prevedono un vero e proprio cambiamento di rotta, proposto/imposto attraverso norme di vario tipo, ma sempre intrusive sia sul piano della libertà di insegnamento, che su quello dell’autonomia didattica.
FARE L'INSEGNANTE N. 2 NOVEMBRE 2025

EDITORIALE Ivana Summa
Scuole che pensano, tra cambiamenti, riforme ed innovazioni
Questo numero della rivista contiene molti contributi che riguardano le Indicazioni Nazionali del 2025, sulle quali chi lavora dentro le scuole dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione continua a riflettere evidenziando i punti di criticità e le possibili integrazioni con le proprie scelte educative, didattiche e curriculari.
TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: l’attualità
Il coraggio e la responsabilità della scelta Eva Raffaella Maria Nicolò
Il perimetro della curricolarità Stefano Stefanel
Indicazioni Nazionali 2025: frasi e parole per riflettere sulla Scuola dell’Infanzia Nicoletta Calzolari
TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: riflessioni
La progettazione didattica... Scuola dell'"inclusione" o scuola dell'"unità"? Giusy Lulì
Trasformare i sudditi in cittadini: il cambiamento dal basso nella scuola Maria Salvia
Base neurologica del disagio degli adolescenti nell'era digitale Pirchia Schildkraut
Le competenze: progettazione, didattica, valutazione
TEST a risposta multipla per superare la prova scritta del Concorso Docenti PNRR3

SIMULATORE on line con oltre 2000 TEST a risposta multipla su tutte le materie della prova scritta del concorso
I test a risposta multipla sono offerti sulla nostra piattaforma www.euroformscuola.it in modo da facilitare l’autoapprendimento. Grazie al simulatore Test online sarà possibile esercitarsi alla prova rispondendo a quesiti a risposta multipla, ripassare gli argomenti, coniugare lo studio teorico con la verifica della propria preparazione oltre a simulare lo svolgimento della prova stessa.
Al termine dello svolgimento di ogni modalità verrà mostrato il punteggio ottenuto durante la prova e sarà inoltre possibile visualizzare lo storico dei punteggi ottenuti nella stessa modalità in modo da poter valutare l'andamento della propria preparazione.
I test a risposta multipla sono offerti sulla nostra piattaforma www.euroformscuola.it in modo da facilitare l’autoapprendimento. Grazie al simulatore Test online sarà possibile esercitarsi alla prova rispondendo a quesiti a risposta multipla, ripassare gli argomenti, coniugare lo studio teorico con la verifica della propria preparazione oltre a simulare lo svolgimento della prova stessa.
Corso completo di preparazione Concorso Docenti PNRR 3 scuola primaria, infanzia e secondaria 2025

La Casa Editrice Euroedizioni vi propone un Corso completo on line in modalità webinar di preparazione al CONCORSO per gli aspiranti docenti della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo e secondo grado, finalizzato al superamento delle prova scritta e della prova orale.
Sono previsti 15 Webinar per complessive 30 ore di preparazione, con esercitazioni e simulazione delle prove – Costo del corso 150,00 euro
Obiettivi del Corso
L’obiettivo del corso è quello di far acquisire la tecnica di risposta ai quesiti a risposta multipla, nonché saper affrontare la prova orale attraverso la preparazione di una lezione simulata.
FARE L'INSEGNANTE N. 1 SETTEMBRE 2025

EDITORIALE Ivana Summa
Si può regolamentare il volo delle farfalle?
Ho appena terminato di leggere i contributi che vengono pubblicati in questo primo numero che coincide con un nuovo anno scolastico e voglio riprendere alcuni passaggi fondamentali non per appropriarmene, ma per utilizzarli come categorie interpretative del cambiamento che continua ad abbattersi sul nostro sistema scolastico...
TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: l’attualità
L’orgoglio pedagogico nelle professioni educative: difendere la dignità professionale in un tempo di sfiducia Andrea Porcarelli
Le CdP di apprendimento come dispositivo di innovazione scolastica Emanuela Elba
Scuola e tecnologie digitali Bruno Lorenzo Castrovinci
TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: riflessioni
Insegnanti e digitale Stefano Stefanel
EDITORIALE FARE L'INSEGNANTE N. 1 SETTEMBRE 2025

Si può regolamentare il volo delle farfalle?
Editoriale di Ivana Summa
Ho appena terminato di leggere i contributi che vengono pubblicati in questo primo numero che coincide con un nuovo anno scolastico e voglio riprendere alcuni passaggi fondamentali non per appropriarmene, ma per utilizzarli come categorie interpretative del cambiamento che continua ad abbattersi sul nostro sistema scolastico. Così, per il titolo, mi sono ispirata ad un passaggio del contributo di Stefano Stefanel dal titolo “Insegnanti e digitale”. Tale passaggio riguarda l’apprendimento informale, spesso non considerato dalla scuola e che, ormai da alcuni anni, è sempre più apprendimento dal digitale; infatti, scrive: “L’apprendimento informale oggi è per lo più digitale; quando ero bambino io era solamente esperienziale… la questione non è dunque che ruolo dare al digitale nella scuola, anche perché ce l’ha già: è una delle otto competenze chiave. Quello che si dovrebbe fare è, invece, capire entro quali spazi inserire spazi formativi, informativi, progettuali, programmatici. Compito che – a questo punto e con la macchina dell’Intelligenza Artificiale a pieno regime – non ha alcun senso realizzare per via regolamentare o per via curricolare. Scrivere oggi sul digitale e la digitalizzazione regolamenti d’istituto è perdere tempo e cercare di regolamentare il volo delle farfalle…”.
La questione rappresenta una categoria – quella del regolare, normare, regolamentare tutti gli ambiti educativi e didattici, terreno di autonomia scolastica e libertà professionale dei docenti – che sta prendendo piede nelle nostre scuole partendo dall’ipotesi che le farfalle – le nostre scuole e i nostri docenti – possano/debbano viaggiare in un’unica direzione e con un’unica coreografia. Ed è sotto gli occhi di tutti noi il profluvio di decretazione ministeriale che, anche durante l’estate, ci ha inondato. E, tanto per citarne alcuni, ricordiamo il divieto d’uso del cellulare durante tutto l’orario scolastico, le Linee guida per l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale nelle Istituzioni scolastiche e le nuove disposizioni che regolamentano l’esame conclusivo del 2° ciclo d’istruzione, nostalgicamente denominato di “maturità”. È possibile fare formazione sull’utilizzo del digitale senza avere a disposizione i dispositivi; ignorare la presenza trasversale e pervasiva del digitale nella nostra vita quotidiana senza pensare alla necessità di progettare e sperimentare una didattica ibrida; e, infine, esiste davvero qualche professionista in grado di certificare seriamente la maturità di una persona a 19 anni?
FARE L'INSEGNANTE N. 6 LUGLIO 2025

EDITORIALE Ivana Summa
On ne change pas l’école par décret
Le radicali trasformazioni del mondo nel quale viviamo, che contiene chiari segni delle future e ancora più rapide trasformazioni, esigono altrettanti radicali cambiamenti nei nostri modi di ri-pensare tutti gli ambiti della società: l’economia, l’occupazione, la comunicazione, la cultura, la scuola, la salute, l’ambiente.
TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: l’attualità
L’esame di “maturità” come rito di passaggio: una lettura pedagogica tra competenze personali e cittadinanza attiva Andrea Porcarelli
Considerazioni sugli esami di maturità Gian Carlo Sacchi
EDITORIALE FARE L'INSEGNANTE N. 6 LUGLIO 2025

On ne change pas l’école par décret
Editoriale di Ivana Summa
Le radicali trasformazioni del mondo nel quale viviamo, che contiene chiari segni delle future e ancora più rapide trasformazioni, esigono altrettanti radicali cambiamenti nei nostri modi di ri-pensare tutti gli ambiti della società: l’economia, l’occupazione, la comunicazione, la cultura, la scuola, la salute, l’ambiente. Esigenze che oggi sono espresse ed intercettate in forme molto confuse e contraddittorie, tanto da generare un’incertezza del tutto nuova e particolare perché i modi di pensare restano, nonostante tutto, ancorati a quelli del passato. È paradossale, ma sta accadendo che si vogliono affrontare fenomeni nuovi e problemi vecchi negando le evidenze che la realtà ci mostra in tutta la sua crudeltà e cercando le soluzioni nel passato che appare perfetto e rassicurante. La lezione della pandemia di Covid 19 non è stata di nessuna utilità? Abbiamo dimenticato quanto ci è stata utile la tecnologia che ci ha consentito di continuare a lavorare, a studiare, ad avere relazioni; ha rinnovato lo spirito di sacrificio e di impegno, mobilitando le competenze professionali distribuite in tutto il mondo attraverso collaborazioni a diversi livelli. Tutti, specie gli esperti e i politici, sembrava avessero capito che, passata l’emergenza, era necessario implementare innovazioni di sistema in grado di affrontare un futuro che appariva e continua ad apparire sempre più inatteso e distopico. Le utopie, qui intese come ideali di un futuro migliore, non sono più di moda e, a quanto pare, è passata in subordine l’idea e la pratica di una via democratica alla visione del futuro, che si realizza come partecipazione consapevole a cambiamenti necessari.
Presentazione del libro OLTRE LA SCUOLA 4.0 GLI AMBIENTI DI APPRENDIMENTO INNOVATIVI
Il giorno 3 giugno 2025 dalle 16:45 alle 18:30 al Teatro Villa Mazzacurati in via Toscana 17, Bologna (BO), Loredana De Simone, Ivana Summa, Gabriele Benassi, presenteranno il nuovo libro
OLTRE LA SCUOLA 4.0: GLI AMBIENTI DI APPRENDIMENTO INNOVATIVI
Una didattica emozionale per un ecosistema inclusivo
Acquistabile su www.euroedizionishop.it
Perché andare OLTRE il PNRR? Perché la transizione digitale è un processo irreversibile e obbliga tutti gli operatori della scuola ad accogliere in modo risolutivo e vincente la sfida che la società digitale impone.
È un testo che offre innanzitutto spunti di riflessione sulle tematiche e sui problemi che emergono quotidianamente nella scuola, oltre che input didattici e strumenti progettuali per ripensare all’ambiente di apprendimento in modo più funzionale e innovativo.
Nella convinzione che docenti e dirigenti siano il valore aggiunto dei processi di apprendimento e insegnamento, il libro rappresenta l’occasione per costruire la scuola inclusiva, accogliente e motivante che gli allievi auspicano di vivere; la scuola capace di formare emotivamente e cognitivamente gli studenti in un ambiente ecosistemico sempre orientato al benessere e alla crescita consapevole.
Profondità, leggerezza e un filo di ironia, in una location unica.
INGRESSO LIBERO
Vi aspettiamo numerosi!
FARE L'INSEGNANTE N. 5 MAGGIO 2025

EDITORIALE Ivana Summa
La scuola nelle indicazioni nazionali 2025: il nuovo che sa di antico
Confesso, sia pure con grande fatica e lottando con sentimenti contrastanti, che sono riuscita a portare a termine la lettura delle 154 pagine del corposo documento (30 capitoli e 2 appendici) pubblicato l’11 marzo 2025, intitolato Nuove Indicazioni 2025 Scuola dell’infanzia e Primo ciclo di istruzione. Materiali per il dibattito pubblico.
TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: l’attualità
Il senso del “Profilo dello studente” nelle Indicazioni nazionali Andrea Porcarelli
Quale profilo professionale nella nuova valutazione del dirigente scolastico Renato Candia
Educare alla cittadinanza attiva Rita Bortone
EDITORIALE FARE L'INSEGNANTE N. 4 APRILE 2025

La scuola nel confuso presente
Editoriale di Ivana Summa
Apriamo questo nostro editoriale prendendo a prestito il titolo di un recentissimo saggio di Corrado Augias, Breviario per un confuso presente, in questo numero magistralmente recensito da Flavia Marostica. Il testo riporta in apertura una citazione tratta da Francesco Petrarca: Simul ante retroque prospiciens (guardando contemporaneamente il passato e il futuro). Ed è questo l’approccio del nostro giornalista e scrittore che, con maestria e sapienza, si rivolge a personaggi ed eventi del passato dai quali si possa ricavare un significato ancora utilizzabile ai nostri giorni”, quindi volgendo “uno sguardo nello stesso tempo al passato e al futuro” per constatare “il tramonto di consolidati punti di riferimento” e “una rivoluzione senza precedenti nella storia umana” che può “migliorare la qualità della vita… o distruggerla”. Infatti, oggi sono tramontati “consolidati punti di riferimento” e siamo nel vortice di “una rivoluzione senza precedenti nella storia umana” che può “migliorare la qualità della vita… o distruggerla”. Che dire se non che è difficile per tutti noi orientarsi e, purtroppo, lo è anche per tutte le istituzioni. Così, tra gli uni e tra gli altri emergono comportamenti contraddittori poiché alcuni pensano di poter inoltrarsi nel futuro riesumando i valori del passato, mentre altri si sforzano di interpretare i segni del presente per individuarne i trend, ovvero gli sviluppi di lungo periodo. In entrambi i casi, si cerca di dare un senso all’inquietante presente e tracciare una direzione per incanalare la speranza che rimane, in ogni caso, accesa. Augias ci fornisce formidabili stimoli in trenta pillole di riflessione, attraverso le quali si comprende chiaramente come la speranza resta accesa soltanto se si mette in campo un grande impegno intellettuale.
FARE L'INSEGNANTE N. 4 APRILE 2025

EDITORIALE Ivana Summa
La scuola nel confuso presente
Apriamo questo nostro editoriale prendendo a prestito il titolo di un recentissimo saggio di Corrado Augias, Breviario per un confuso presente, in questo numero magistralmente recensito da Flavia Marostica.
TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: l’attualità
Rivedere le indicazioni nazionali sul curricolo per il primo ciclo Gian Carlo Sacchi
Edutainment, Gamification e Game-Based Learning: Un Viaggio Attraverso l’Innovazione Educativa Bruno Lorenzo Castrovinci
La formazione del docente nella società della conoscenza per essere testimone del desiderio di sapere Eva Raffaella Maria Nicolò
TEMI E PROBLEMI DI SCUOLA: riflessioni
Verso un profilo professionale del pedagogista scolastico Andrea Porcarelli
IL DM 66/23 TRA AUTONOMIA, RICERCA E COMUNITÀ DI PRATICHE Renato Candia
Longevità e salute oggi Pirchia Schildkraut
Le competenze: progettazione, didattica, valutazione












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